A cura di Demelza

"Mi dispiace Akira, non sono un angelo.."

cliccla per ingrandireInizio anni '90: dopo la positiva accoglienza avuta da Marine Blue no Kaze ni Dakarete, Ai Yazawa comincia a disegnare il manga che sancirà l'inizio della sua fama in patria, cioè Tenshi nanka ja nai.
A distanza di circa 10 anni abbiamo finalmente la possibilità di leggere in Italia questo bellissimo manga che non solo è un'opera fondamentale per capire meglio il percorso artistico della Yazawa, ma è soprattutto un manga pieno di positività e di allegria, consigliato anche a chi non conosce per niente questa autrice e a chi non la apprezza nelle sue ultime opere.

La storia del manga può essere ricondotta al filone della commedia scolastica: ormai abituati alle storie più recenti della Yazawa, che si incentrano su relazioni affettive più adulte, comprendenti anche la sfera della sessualità, e sulla ricerca dell'affermazione personale nel mondo, ci troviamo a fare un salto indietro nel tempo e ad immergerci nelle gioie, i dolori e gli entusiasmi di ragazzi che iniziano un nuovo capitolo della loro vita iscrivendosi alla scuola superiore.
Non è un caso che l'istituto scolastico in cui è ambientata la storia sia in realtà nuovo di zecca, una scuola tutta da plasmare con i propri desideri e con l'impegno di ognuno. Uno dei temi fondamentali che questo manga porta avanti è infatti quello secondo cui con l'impegno si possono realizzare i propri sogni: perché anche se non siamo angeli e non abbiamo le ali il nostro paradiso possiamo provare a costruircelo. Tenshi nanka ja nai non è solo una storia d'amore, è soprattutto una storia che parla di amicizia e di crescita personale. Ed è anche un manga pieno di ironia: come non notare le continue comparse che la Yaza fa all'interno del manga (come farà poi in Gokinjo in cui la figura della preside è in realtà la caricatura della sensei) ricoprendo i mestieri più disparati o il modo in cui prende affettuosamente in giro i suoi personaggi attraverso lo sguardo dissacrante di Midori e la sua tendenza a usare nomignoli e caricature per tutti!

Anche in questo manga la Yazawa utilizza una narrazione corale, in cui le vicende dei due protagonisti si articolano e si sviluppano insieme a quelle dei personaggi secondari, che tanto secondari infondo non sono, ma diventano veri e propri comprimari.
I personaggi sono delineati talmente bene che sembra di averli davanti per davvero e al termine del manga forse vi sembrerà di aver trovato dei nuovi amici e vi dispiacerà un poco lasciarli ;_;
Ogni personaggio è delineato accuratamente sia dal punto di vista fisico che psicologico: dal punto di vista fisico grande attenzione è data allo stile di ognuno, caratteristica che diviene punto nodale di tutte le opere della sensei. In Tenshi in particolare lo stile ritratto è quello della fine degli anni '80 e inizio anni '90, con tessuti scozzesi e a quadretti, pantaloni stretti alle caviglie, gonne lunge e pizzi. Vi basterebbe sfogliare una rivista di moda di quel periodo per riconoscere l'attualità dell'abbigliamento e delle pettinature.
Il titolo del manga prende spunto dal soprannome dato alla protagonista, Midori, il vero angelo di tutta la storia: è semplicemente impossibile non essere conquistati dalla bellezza del suo sorriso, dalla sua spontaneità, dalla sua simpatia e dalla sua dolcezza. Midori è una persona pura e trasparente, che ama entrare in contatto con le persone e che non può fare a meno di mostrare sempre quello che prova, una piccola dinamo di pura energia. Ma tutto sommato non è un angelo, è una ragazza come tante, con i suoi pregi e i suoi difetti..
Il protagonista maschile è Akira, che potremmo definire un duro dal cuore d'oro, un personaggio misterioso e più complesso di quello che appare in superficie, è sicuramente il personaggio le cui vicende personali vengono maggiormente approfondite all'interno del manga, bilanciando così la semplicità della vita di Midori: i nostri due protagonisti si compensano davvero a vicenda e chissà che la loro storia non riservi più sorprese di quelle che ci si aspetta.
Fra gli altri personaggi più importanti bisogna ricordare Yuko (Mamirin), che si presenta come una ragazza chiusa e solitaria, che nasconde in realtà una grande timidezza e la difficoltà di aprirsi e entrare in contatto con gli altri, Takigawa, che potremmo scherzosamente descrivere come il principe azzurro della storia, e Bunta, un ragazzo semplice che ama divertirsi e stare in compagnia.

cliccla per ingrandirePer quanto riguarda lo stile del disegno, è sicuramente più acerbo rispetto a quello a cui siamo abituati (in particolare per il fatto che i personaggi risultano essere "più in carne" XD ), ma migliora visibilmente volume dopo volume, alleggerendosi e affinandosi soprattutto nei tratti del viso, e in ogni caso non risulta affatto sgradevole, anzi c'è chi lo preferisce a quello attuale.
Per la costruzione delle tavole e degli sfondi si nota invece ancora una certa carenza: la Yazawa non ha ancora adottato l'abitudine di utilizzare fotografie per completare i disegni degli ambienti, per cui molte tavole possono sembrare vuote a causa del prevalere degli sfondi bianchi: anche in questo caso di tratta di un difetto trascurabile che, una volta iniziata la lettura, si tende addirittura a non notare più.

Per chi già conosce la Yazawa, e soprattutto Gokinjo Monogatari, l'opera immediatamente successiva a Tenshi nanka ja nai, la lettura di questo manga sarà una continua gioia, con la scoperta di tutti quei particolari che con grande affetto la Yaza ha richiamato nelle sue opere successive, come il Sudosauro, Petite Fraçoise, i Mambo, senza parlare di tutte le comparse che gli stessi personaggi di Tenshi nanka ja nai fanno nello stesso Gokinjo (vi ricordate di Akira e Midori al primo mercatino dell'Akindo?). Per chi non la conosce sicuramente la lettura di Tenshi nanka ja nai è l'occasione buona per scoprire il suo stile più solare e delicato.

Concludendo, Tenshi nanka ja nai è uno dei miei manga preferiti e ne consiglio caldamente la lettura a tutti: in mezzo a tanti manga tutti uguali, a tanti drammi, a tante storie vuote, questo manga è un vero raggio di sole e forse, se non lo leggete, vi pentirete di esservelo lasciato scappare.



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