LA STORIA
A cura di Giorgia-bi
Le CLAMP rivisitano la leggenda coreana della virtuosa fanciulla Chun Hyang, che amò e fu amata da un nobile malgrado la differenza di classe, e subì le privazioni del carcere pur di essergli fedele. Come le stesse autrici proclamano ripetutamente, ‘questa’ Chun Hyang è un personaggio un po’ diverso da quello della leggenda…
La vicenda ha inizio a Ryeonheui, una piccola città della regione del Koryo. In base all’ordinamento statale del paese, ogni città del regno è governata da un nobile (uno yang ban) inviato dall’organo governativo che tiene le redini del paese, lo Yung-Ang. Dato che gli yang ban sono emissari del potere centrale, per i cittadini disubbidire ai loro ordini significa essere condannati a morte. L’unica forma di controllo esercitata sull’operato degli yang ban proviene dalle visite occasionali degli amenosa, gli agenti segreti inviati dallo Jung-Ang per sorvegliare l’operato degli yang ban e punirne gli eventuali misfatti.
Capitolo 1 - Ryeonheui
La
città di Ryeonheui è governata da uno yang ban spietato e avido,
che da sei anni vessa i cittadini e asseconda i capricci del figlio, un ragazzo
viziato e arrogante che sfrutta la propria posizione per spadroneggiare sugli
abitanti.
I cittadini sono allo stremo delle forze, ma trovano conforto nel coraggio e
nella grinta della giovane Chun Hyang, la figlia della sciamana Myeong Hwa.
Chun Hyang ha solo 14 anni, ma grazie alla propria abilità nelle arti
marziali non ha paura di sfidare apertamente il figlio della yang ban, svergognandolo
continuamente. Nella scena iniziale vediamo Chun Hyang correre in soccorso della
bella Hyang Tan, una povera ragazza molestata dal prepotente: sono sufficienti
alcune mosse della protagonista per mettere al tappeto le guardie di palazzo.
Dopo aver fatto giustizia, Chun Hyang corre a casa dalla madre, una bravissima
sciamana affettuosa e premurosa con la figlia, ma che non ha mai voluto rivelarle
l’identità del padre.
Nel bel mezzo del proprio giardino le due donne si imbattono in Mong Ryon, un
ragazzo misterioso che dice loro di essere un viaggiatore giunto sin lì
per vedere di persona la famosa sciamana.
Fin dal primo momento Chun Hyang si mostra diffidente verso il giovane, che
la tratta con la condiscendenza che di solito si riserva ai bambini. I due iniziano
così a punzecchiarsi a vicenda, e non smettono neppure quando Myeong
Hwa decide di ospitare lo straniero per qualche giorno.
Dopo cinque giorni di convivenza forzata, la situazione tra i due non conosce
progressi, ma il corso degli eventi stravolgerà ben presto l'esistenza
della ragazza.
Approfittando di un'assenza dei due giovani, le guardie dello yang ban capeggiate
dal figlio irrompono a casa di Chun Hyang e rapiscono la sciamana, la cui bellezza
era già da tempo nelle mire del podestà. Trascinata a palazzo
e rinchiusa nella camera dello yang ban, Myeong Hwa sceglie di uccidersi piuttosto
che diventare la sua compagna.
Dopo aver trovato la casa a soqquadro, Chun Hyang e Mong Ryon si catapultano
a palazzo: è troppo tardi per salvare la sciamana, ma lo scenario che
si trovano davanti è sufficiente perché Mong Ryon sveli la propria
identità: egli è un amenosa inviato dallo Yung-Ang, e stava solo
aspettando di raccogliere prove sufficienti per incriminare lo yang ban.
Per Ryeonheui è finalmente finito l’incubo durato sei anni…ma
Chun Hyang non ha più nulla che la leghi alla città, e dopo aver
pianto tutte le proprie lacrime sulla spalla di Mong Ryon, accetta la sua proposta
di accompagnarlo nel suo peregrinare, attratta anche dalla prospettiva di conoscere
una persona misteriosa che egli vuole assolutamente farle incontrare.
Capitolo 2 – Suwol
Chun
Hyang e Mong Ryon affrontano la loro prima missione da amenosa. Tra un bisticcio
e l’altro i due giungono nei pressi del villaggio di Suwol, afflitto da
una siccità innaturale. Lungo la strada si imbattono in Ok e Chun Ryeon,
due sorelle sciamane esperte nell’invocazione della pioggia, che si stanno
dirigendo a Suwol dopo essere state chiamate in aiuto da Yago, la sciamana della
città. Chun Hyang e Mong Ryon decidono di accompagnarle, e si imbattono
così in un nuovo caso di usurpazione da parte di uno yang ban. La reggente
di Suwol si è infatti avvalsa dei servigi del malvagio sciamano Am Cheong
per impedire che la pioggia cadesse su tutta la città, ad eccezione dell’interno
del castello. In questo modo il giardino dello yang ban è diventato l’unico
posto dove possano crescere i ‘fiori dell’acqua’, piante curative
dal valore inestimabile che costituiscono l’unica fonte di reddito per
gli abitanti di Suwol.
Chun Hyang e Mong Ryon si adopereranno per ripristinare la giustizia e restituire
Suwol ai propri abitanti.
Capitolo 3 – Ricordi
Un
tuffo nel passato di Chun Hyang a Ryeonheui! Il terzo capitolo è un lungo
flashback sui giorni d’infanzia dell’eroina, sui suoi lunghi pomeriggi
spensierati e sullo strano sentimento di amore/odio che il figlio dello yang
ban sembrava nutrire per lei. Il punto di non ritorno nel rapporto tra i due
si colloca nel giorno in cui il principino fece distruggere per dispetto un
luogo molto caro a Chun Hyang, più precisamente l’altalena su cui
la madre e lo sconosciuto padre si erano incontrati la prima volta…