CONSIDERAZIONI
A cura di YueLung
Ancora una
volta Moyoco Anno è riuscita a creare un opera che si pone ben
al di fuori degli altri 'ladies comic' arrivati in Italia.
In Questo non è il mio corpo infatti, è riuscita ad
anatomizzare un tema che per molto tempo è stato quasi un tabù,
e che ben poche altre autrici avevano avuto il coraggio di
affrontare ( fu proprio Kyoko Okazaki, grande maestra della Anno
fra le prime ad essersi avvicinate a tematiche come i disturbi
alimentari).
Un tema, ovvero quello della bulimia/anoressia che lautrice
affronta in modo realistico, spietato, quasi freddo, che non
scade mai in buonismi patetici ne in sensazionalismi da quattro
soldi, usati unicamente per scioccare il lettore.
Lodissea di Noko, i motivi che la portano prima ad
ingrassare e poi a diventare pelle ed ossa sono descritti in modo
assolutamente perfetto, in un girotondo registico che mostra la
grande maestria e capacità narrativa della Anno.
Il titolo originale ( lett. In un abito chiamato
grasso) è sibillino. Prima il grasso è considerato come
una corazza contro lesterno.
Quasi un simbolo di alienazione dal dolore. La protagonista
mangia per diventare più forte, per resistere alle continue
angherie di tutti i giorni. Mangia per ispessire la sua corazza.
Poi, quando si rende conto che la sua obesità potrebbe toglierle
laltro punto fermo della sua esistenza (ovvero lamato
fidanzato, attratto dalla sexy collega dufficio) comincia a
dimagrire (senza sapere che questultimo la preferiva grassa),
fino a diventare completamente carne ed ossa e simbolicamente
nuda (come appare in copertina), senza la minima protezione .
Ma qual è il vero tema di questopera così
controversa? Lobesità come emarginazione? La magrezza come
speranza di accettazione in una società dove laspetto
fisico e la bella presenza è sempre più importante? O magari la
rinascita e la crescita interiore attraverso il martirio del
corpo e la malattia? Niente di tutto ciò.
Il vero tema di questopera è limpossibilità di
superare le proprie debolezze.
Si, perché tutti i personaggi di Questo non è il mio
corpo sono statici nelle loro debolezze.
Noko, che pur riducendosi pelle ed ossa, non viene comunque
accettata, e non diventa felice (come erroneamente credeva)
perché era e rimane una debole.
Il fidanzato di Noko, terrorizzato dallidea che possa
essere tradito e che riesce a stare solamente con ragazze grasse,
bruttine, fedeli e facilmente dominabili ( ma che a sua volta si
lascia dominare dalla madre e da Mayumi).
Mayumi, che ha il viscerale e patetico bisogno continuo di
dimostrare la sua superiorità e bellezza importunando persone
deboli e ciccione come Noko.
Insomma
in questopera nessuno si evolve, o almeno non
in una persona migliore. La stessa Noko, una volta magra e bella
si comporterà in modo meschino nei confronti di due ragazze non
propriamente piacenti incontrate in un bagno, comportandosi come
i suoi stessi carnefici di un tempo.
Questa è lennesima volta in cui un manga, invece di avere
il felice compito di divertire, ha il meno felice compito di far
riflettere il lettore. E ci riesce molto bene, perché al di là
del fatto che questopera possa piacere o meno, è
impossibile rimanere indifferenti.
Ma veniamo ai disegni.Il tratto della Anno è sempre graffiante e
particolare, riconoscibile fra mille: Occhi spioventi, labbra
carnose ed una certa spigolosità nei tratti ma che nel complesso
risulta armonica.
In questo manga però risulta piuttosto abbozzato e spoglio
rispetto allo stile veramente sublime e particolareggiato delle
sue opere più recenti (vedi Hataraki Man o Sakuran). Sembra
quasi che la Anno abbia voluto accompagnare con la ruvidezza del
tratto il tipo di storia narrata.
Una storia che alla fine lascia con lamaro in bocca, che
affascina e disgusta allo stesso tempo, e che presenta dei
personaggi quasi grotteschi nelle loro perversioni e fissazioni
ma che allo stesso tempo sono profondamente umani
tanto
umani da far quasi rabbrividire il lettore, e sicuramente
riflettere.
Questo non è il mio corpo è in definitiva un'opera
degna di essere letta.
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