CONSIDERAZIONI

A cura di Johan_ribert

Il volume Cactus e il precedente, “Neverending Heart”, sono due raccolte di opere giovanili di Fuyumi Souryo.
Cactus è composto da sei storie brevi che parlano di persone un po’ fuori del comune, alle quali la Souryo, qua in Italia, ci ha già abituati con le altre sue opere più recenti.

Nelle prime tre storie i protagonisti rappresentano un “prototipo” di quelli che saranno poi Rei Kashino e Kira in “Mars”: lui, Yukio, è il classico personaggio enigmatico stile Souryo, opportunista e non curante delle persone che lo circondano e dei rapporti instaurati con queste (nonché donnaiolo); lei, Hana, è una ragazza timida e passiva, che, non si sa come, riesce ad attirare l’attenzione di uno come Yukio. I due formano una coppia piuttosto controversa e, sempre e solo per colpa del comportamento scorretto di lui, passano attraverso diversi momenti difficili. La coppia, però, si rivela più forte di quanto potesse sembrare e resiste a tutte le crisi a cui va incontro. I due ragazzi vanno avanti imparando l’uno dall’altra: Yukio impara ad amare e ad essere amato, trovando una persona che gli sta vicino e che lo accetta così com'è, con tutti i suoi pregi e difetti, al contrario di tutte le relazioni che ha avuto in passato prima di conoscere Hana, nelle quali le ragazze (e le donne!) che stavano con lui lo facevano solo per il suo bell’aspetto e per il sesso; Hana impara a reagire quando si trova di fronte a qualcosa che non le sta bene e ad imporsi con le persone prepotenti, tutto ciò “grazie” a Yukio, che l’ha messa spesso nelle condizioni di dover scegliere se combattere una battaglia per difendere ciò che è suo (in questo caso Yukio stesso) o arrendersi e lasciar correre, come lei soleva fare prima di conoscere il ragazzo.
Particolarmente interessante è, ne “L’eclissi Lunare”, il confronto fra l’educazione che hanno ricevuto da piccoli i due protagonisti: ad Hana era stato insegnato che l’eclissi lunare era il momento in cui la Luna partoriva le sue figlie, le stelle; a Yukio, invece, era stato spiegato sin dall’inizio che si tratta dell’ombra della Terra proiettata sul satellite. Questo confronto evidenzia ancora di più la diversità fra i due ragazzi, che si fa sempre più intensa e opprimente man mano che il tempo passa. Hana, però, non si arrende e confida sempre in un briciolo di speranza anche nelle situazioni peggiori, proprio come durante un’eclissi di luna, quando il cielo è completamente buio rimangono pur sempre le stelle ad illuminare il paesaggio.

La quarta storia è la più cattiva di tutte. In questa si nota come l’influenza di una persona negativa possa rovinare anche coloro che la circondano. E’ quel che succede a Minako e ad Okada stando a contatto con Sasahara. Minako è una ragazza bella, intelligente e sicura di sé, ma più che altro lei è solare, risplende di luce propria. La relazione con Sasahara, i continui tradimenti e la sua noncuranza la portano all’esaurimento nervoso e al suicidio.
Okada non è capace di reagire, si è sempre e solo limitato ad osservare. Nel finale, però, la presa di posizione di Sasahara lo spinge a cambiare, a fare cose che, magari, prima, non sarebbe stato in grado di fare. Senza rendersene conto, Okada diventa come Sasahara, una persona vuota priva di emozioni umane.

La quinta è una storia d’amore senza tante pretese. In questo racconto, perlomeno, non ci sono personaggi estremamente negativi come nei primi quattro. Ryuichi esce con le donne per soldi, il che è un passatempo piuttosto discutibile, ma, almeno, alla fine della storia, c’è un cambiamento… in meglio! E’ godibile il finale, anche se i più curiosi non rimarranno pienamente soddisfatti.

La sesta storia è la più tranquilla, un’oasi felice in mezzo al marcato cinismo delle prime quattro. Sono due storie d’amore parallele, con protagonisti quattro giovani (quasi) coetanei: da una parte c’è una situazione precaria, in cui lei, Kimiko, è incinta e i due innamorati tirano avanti come possono scappando dai genitori; dall’altra c’è una coppia non ancora formata che ha ancora molto da imparare della vita. I quattro si aiuteranno a vicenda: Hitomi cambierà prospettiva della vita, rivaluterà le persone che le sono vicine e capirà che non è necessario vivere nel lusso per essere felici; Kimiko troverà in Hitomi un’amica che crede in lei e che la stima.

Già da queste prime opere si nota subito che Fuyumi Souryo è un’autrice di talento. La sensei, infatti, è un’autrice che sa disegnare e che, come Cactus ci ha confermato, sapeva farlo bene sin dall’inizio della sua carriera.
Se dovessi trovare un aggettivo per descrivere le storie è “armoniose”, perché, bene o male che finiscano, l’autrice giunge sempre dove vuol arrivare, anche se magari non è proprio quello che il lettore si aspetta. I finali non sono mai scontati (specialmente il quarto) e, forse, sono la parte più bella di ogni singola storia.
I personaggi non sono ancora ben delineati (perché agiscono in una determinata maniera?). Con l’esperienza, però, la Souryo saprà rimediare anche a questo e, nelle sue opere più recenti, il profilo psicologico dei personaggi sarà uno dei tanti punti forti dei suoi manga.

Per chi ha già avuto modo di conoscere Fuyumi Souryo come autrice, io consiglio di provare a leggere Cactus, perché, anche se è una raccolta di opere giovanili, i temi trattati e le atmosfere che si percepiscono non sono molto distanti da quelle appartenenti alle opere più recenti di questa autrice (o, perlomeno, relativamente al volume precedente, Neverending Heart).

Per chi, invece, non ha mai letto nulla di questa autrice, io consiglierei di provare prima con qualche opera più recente, come il volume Sole Maledetto (raccolta di quattro storie brevi, seinen) o la serie più lunga Mars (quindici volumi, shoujo, la serie con cui Fuyumi Souryo è diventata famosa qua in Italia). Se decidete di provare subito con Cactus va benissimo, ma tenete a mente, col passare degli anni, questa autrice migliora davvero molto nei disegni, nelle storie, e nell’approfondire la psicologia dei personaggi.

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