CONSIDERAZIONI

A cura di Mokona


Nabi è un manga di atmosfera. Mi sentirei di definirlo così. Infatti, guardandolo con occhio più tecnico, ci si rende conto facilmente che infrange molte delle regole più basilari della narrazione. I racconti non hanno una vera e propria trama, o meglio, la trama c'è, ma viene usata più come ambientazione, come sfondo. Il susseguirsi degli eventi ha un'importanza secondaria, e spesso ciò che accade non viene mostrato, ma solo raccontato attraverso gli occhi e le parole dei protagonisti. Non vi sono molti colpi di scena, e la maggior parte delle storie non fa che procedere delicatamente intorno alla propria premessa. E immaginandolo così, potrebbe sembrare solamente un noioso mattone, un centinaio di pagine buone solo per alimentare il caminetto nelle fredde sere d'inverno. Nulla di più sbagliato. Se è vero che liberarsi dalla struttura più classica di narrazione può essere un grosso rischio, è anche vero che, senza un qualcosa in più, una storia costruita seguendo simili regole finisce solo per essere un freddo e inespressivo ammasso di tecnica. E Nabi quel qualcosa in più ce l'ha, e riesce a sorreggersi sopra di esso molto più efficacemente di quanto gli permetterebbe una struttura costituita da rigidi dettami. E come si può immaginare, quel qualcosa in più è proprio l'atmosfera.

I personaggi diventano protagonisti in senso assoluto. Ciò che ha veramente importanza, in quest'opera, sono i loro sentimenti, il modo in cui vivono le situazioni in cui si trovano, i loro pensieri, i loro ricordi, il modo in cui questi si rincorrono per ricongiungersi da un racconto all'altro. E soprattutto, la sottile, dolce, delicata malinconia che si respira pagina dopo pagina. Una poetica quasi eterea, carica di una sfumatura di innocenza, di irrealtà, che tuttavia non per questo precipita in ostentazioni di buonismo. Un'introspezione semplice ed efficace, poche pennellate decise che dipingono i personaggi nella loro completezza, dando loro un "colore" ed una luminosità palpabile, che riesce a trasparire sino al di fuori di loro, in ogni cosa che li circonda. E nonostante alla base del volume vi sia proprio tutto ciò che passa per la loro mente e per il loro cuore, non ci troviamo davanti per questo all'ennesimo rimuginare piagnucoloso, o a qualche facile depressione fondata su banalissime frasi ad effetto. La malinconia è velata, se non di un sorriso, almeno di un senso di pace, tranquillità, o nel peggiore dei casi rassegnazione. E più che dai dialoghi, i sentimenti traspaiono da gesti semplici, da sguardi intensi, con una naturalezza ed un'intensità straordinaria. Lo stesso mondo fantastico in cui il volume è ambientato non viene rappresentato con gelida dettagliatezza topografica, ma ci viene concesso di viverlo ammirando i paesaggi incontaminati, gli affollati villaggi, i limpidi cieli tagliati dalla scia di una affusolata areonave. Come se potessimo guardarlo con i nostri occhi, senza conoscerlo, ma non per questo incapaci di ammirare la sua affascinante delicatezza.

Il tratto stesso di disegno riesce ad esprimere perfettamente tutte queste sensazioni. Carico di una sua spigolosa dolcezza e di una dettagliatezza per nulla scarna ma non per questo meno essenziale, pur non potendosi definire stilisticamente perfetto è talmente adatto ai toni del volume da riuscire ad accompagnare in modo eccellente la narrazione. I paesaggi naturali sono rappresentati con molta cura, ed anche se si può notare talvolta un uso forse eccessivo dei retini, ciò che è frutto della matita dell'autrice non è per questo meno carico di intensità. Ma ciò che più colpisce sono i volti dei personaggi. Molto spesso i sentimenti sono espressi proprio attraverso la luminosità dei loro sguardi, con estrema abilità, ma al di là di questo, ciò che più spicca è una sorta di...inespressività estremamente espressiva. Tecnicamente i volti dovrebbero talvolta apparire goffi e spenti, a causa di uno stile ancora acerbo, ma anche questo riesce a contribuire efficacemente all'atmosfera, tanto da riuscire comunque a rispecchiare le stesse emozioni che teoricamente gli sarebbero state negate.

Detto questo, la domanda è semplice. E' un manga da consigliare? Purtroppo la questione è abbastanza spinosa. L'atmosfera è il punto di forza di Nabi, certo, ma al contempo ne è la più grande debolezza. Se non gradite storie e ambientazioni su questo tono, infatti, tutta la meraviglia di Nabi crolla con un soffio di vento, e finireste per metterlo sotto alla gamba di un tavolo traballante pur di dare un'utilità ai 7 euro che avete ingenuamente speso. Perchè sì, costa 7 euro, e non è poco. E per quanto l'edizione sia di qualità abbastanza buona e molto elegante da vedere, non credo che tutti sarebbero disposti a spendere una simile somma per un unico volume, così, sulla fiducia.
Se tuttavia adorate le storie fantastiche cariche di malinconia e di sentimenti delicati, probabilmente considererete Nabi un piccolo capolavoro, un gioiellino da tenere in bella vista, e vi ritroverete a risfogliarlo giorno dopo giorno. E se appartenete a questa categoria, siate felici: Kim-Yeon-Joo ha intenzione di trasformare Nabi in una serie regolare, e forse presto potrete avere tra le mani molti altri volumetti carichi della poesia che ha accompagnato i racconti di Myoun e Ryusang. Su Soryu, Kyom e Pyol nulla di certo, però. Forse, già da adesso, dovremo prepararci a dir loro addio...

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