CONSIDERAZIONI
A cura di Nimue80
Per cominciare, metto tutte le carte in tavola dicendo che il precedente di Yuana Kazumi che abbiamo avuto occasione di leggere in italiano, cioè "Il fiore del sonno profondo", non mi é piaciuto per niente, soprattutto considerando la trama; ma questa é una mera questione di gusti, perché, al contrario, Haru Hana mi é piaciuto parecchio, pur essendo di per sé una storia piuttosto banale.
In effetti questo manga può essere facilmente fatto rientrare nel filone scolastico, genere trito e ritrito, però in più possiede un non so che di particolare che lo rende decisamente una lettura piacevole.
Questo “particolare” può riferirsi al misterioso potere del protagonista maschile, Haru, i cui massaggi riescono a far rilassare completamente le persone, facendo scordare preoccupazioni e pensieri negativi. Oppure alla strana allergia della protagonista femminile Hana (dall’unione del nome dei due deriva il titolo dell’opera), alla quale viene l’orticaria non appena un affascinante appartenente al sesso opposto la tocca. O ancora alla musica proveniente dal violino di Hana che, parallelamente e contemporaneamente alle mani di Haru, dona sollievo a chi la ascolta.
L’atmosfera del manga é tutto sommato allegra e solare, piuttosto lontana da quella de “Il fiore”, anche se pure qui sussistono elementi che conferiscono qualche sfaccettatura ombrosa alla vicenda, come la perdita di tutti i ricordi di Haru e la sua intricata storia familiare, che ne é fondamentalmente la causa.
Proprio per le tematiche che sviluppa la storia (i problemi di Hana con i maschi, i “poteri” di Haru e le vicende dei vari comprimari) l’aspetto psicologico dei personaggi é abbastanza sviluppato: con il susseguirsi delle vicende riusciamo a capire molto dei pensieri e delle attitudini dei vari soggetti e il motivo delle loro azioni.
Per quanto riguarda il disegno, salta subito all’occhio la particolarità del tratto che non rientra certamente in nessun “filone” specifico (per esempio le autrici di Ribon, che per la maggior parte si adeguano allo stile di Wataru Yoshizumi, per non parlare dell’omogeneità stilistica delle autrici di Nakayoshi... a buon intenditor...).
Lo stile della Kazumi, non particolarmente preciso, in certi frangenti sembra piuttosto abbozzato, i disegni appaiono “schizzati”, specialmente per quanto concerne gli sfondi e talvolta anche per le stesse figure.
Si nota comunque un certo gusto dell’autrice per l’abbigliamento ricercato: i personaggi indossano vestiti al passo coi tempi, anche se a volte sembrano un po’ sgualciti, caratteristica presumibilmente accostabile al suo stile abbozzato.
Nonostante ciò, Yuana Kazumi riesce a rendere bene le espressioni fisionomiche e gli stati d’animo dei suoi protagonisti e, tutto sommato, penso che le sue capacità grafiche siano adeguate al tipo di trama e al tenore della narrazione.
Voglio spezzare infine una lancia in favore delle illustrazioni a colori, caratterizzate dai toni sfumati e morbidi dell’acquerello, ancora più graziose ed espressive dei disegni delle tavole a fumetti.
In definitiva una commedia scolastica ma non troppo, sentimentale al punto giusto, con personaggi gradevoli e trama ben costruita (pur nel breve sviluppo che riescono ad offrire tre volumetti), sicuramente positiva nel suo insieme; possono non piacere i disegni (in effetti non fanno impazzire neanche me), però si tratta di uno shoujo decisamente consigliato, almeno per me é stato una piacevolissima scoperta, soprattutto considerando il precedente basso gradimento per “Il fiore del sonno profondo”.