CONSIDERAZIONI
A cura di Deda
Happy Mania e' un ladies
comic che ha come sfondo unico il ritratto di molte neurosi. A
partire dalla protagonista, vittima della Happy Mania, pare che
nessun personaggio presente nella storia sia esente o scevro da
complicazioni psicologiche o sindromi peculiari.
Ogni singolo personaggio diventa una macchietta o una caricatura
che ritrare una particolare forma di schizofrenia o mania
generata dal vivere nella societa' moderna: dal sociopatico,
incapace di stare a contatto con gli altri, allo stalker
ossessionato dall'idea della donna che lo ha respinto e ferito,
dalla famosa sindrome dei piedi freddi (che porta gli sposini a
fuggire dall'altare il giorno delle nozze) all'orso solitario e
misantropo perso nelle proprie fantasie ed incapace di discernere
la realta'.
Shigeta non trova un uomo normale che sia uno.
Nonostante tutto la sua
mania/ossessione "voglio un fidanzato" e' la stessa
mania/ossessione che porta Takahashi a crearsi un'immagine di
Shigeta inesistente: quella della donna fragile bisognosa di
protezione e di amore.
Tutto sommato non una diagnosi errata quella del povero Takahashi
ma distorta dagli occhi dell'amore che non si rendono conto del
fatto che Shigeta, a sua volta, si distorta essa stessa.
Protagonisti quindi non integri, o con sani valori morali, ma
guidati da puro egoismo, che riescono creativamente a mettersi
nei guai, generando situazioni tragicomiche al di la' del
surreale.
Una commedia caustica, Happy Mania, che ritaglia uno squarcio della societa' moderna malata dai ritmi ossessivi del lavoro senza sosta e del progresso che inaridiscono i cuori dei piu' e genera la morte dei veri sentimenti di amore pure e romantico.
Un manga talvolta
episodico talvolta legato da una trama di fondo, che vede Shigeta
cadere dalla padella nella brace, Happy Mania inizia in Medias
Res presentando quasi da subito l'elemento scatenante della
storia "voglio un fidanzato". Questo andare in una
spirale involvente crea nel lettore un'assuefazione alla lettura
che lo porta a domandarsi di continuo come possano peggiorare le
cose per Shigeta e cosa mai potra' inventarsi l'assurda ragazza
per mettersi nei pasticci o per trarsi d'impaccio.
Un'eroina negativa, tutto sommato quella della Anno, che magari non suscita simpatia nel lettore ma che fa spesso ridere di se' e per questo nella sua assurdita' finisce col creare una certa sensazione di empatia. Le situazioni si fanno sempre piu' esilaranti, le citazioni dei manga classici sono come piccole decorazioni in cima alla torta (i continui riferimenti a Fuku, che di nome fa Hiromi, fidanzata con Todo... basato su "Ace wo nerae - Jenny la tennista", per citarne uno.)
I disegni di Happy Mania
migliorano anche col passare del tempo da volume in volume fino a
giungere allo stile piu' noto e correntemente usato dalla
bellissima Moyoco Anno. Gli afterwords finali, in calce ai volumi,
con la comparsa di afterword boy, creano in se' una storia nella
storia.
La Anno ha uno stile nitido e preciso, molto pulito, affatto
sfumato e notevolmente grafico. E' molto espressiva soprattuto
nel body language dei personaggi e nelle loro espressioni
facciali. Le tavole sono movimentate ma chiare, i disegni reggono
benissimo in Silhouette e col passare del tempo le proporzioni e
lo stile tecnico si fanno sempre piu' precisi e di gran classe.
Gli occhioni enormi e spioventi possono risultare non gradevoli
ai piu' ma sono il cuore e l'anima del vuoto che c'e' dentro la
superficialissima Shigeta.
Un'opera
graffiante e moderna, dalle tematiche forti, uno spaccato
satirico di vita contemporanea, un compendio del perfetto ed
infelice single.
Un "Sex and the City" tutto made in Japan, Happy Mania
e' un must per ogni lettore di manga appassionato che osi
definirsi tale ed abbia il fegato di guardare in faccia questo
ritratto cosi' critico del Giappone moderno abitato da donne
ossessionate dall'idea dell'amore per l'amore e per la comodita'
derivata dal benessere.