CONSIDERAZIONI

A cura di Ladyice

Abbandonate le atmosfere eteree e sofisticare di Model, l’autrice Lee So-Young si cimenta in una storia di ragazzi coreani alle prese con la loro vita quotidiana. La cesura che si pone fra queste due opere è netta e la manhwaga sperimenta un diverso registro di narrazione, per affrontare tematiche decisamente più vicine alla realtà di tutti i giorni.

Protagonisti delle vicende di Check non sono più testarde e determinate pittrici, affascinanti ed eterni vampiri, misteriosi e carismatici ragazzi o enigmatiche governanti, ma semplici liceali, passionali e turbolenti, problematici e scanzonati, furbi e smaliziati, divertenti e ingenui.

Certamente, ad una prima lettura, l’impatto emotivo che suscita Check è in qualche modo meno forte di quello di Model e anche i personaggi sono riescono subito a “marchiare a fuoco” l’animo del lettore. Sicuramente complice il velo di mistero e la tensione quasi da thriller creata intorno ai protagonisti di Model, questi riuscivano fin da subito ad attrarre magneticamente (oserei dire quasi ipnotizzando) l’attenzione pagina dopo pagina e ad avvinghiarla nel complesso intreccio del loro tormentato passato ed incerto avvenire. Tutto questo in Check non accade, tuttavia non credo che sia un difetto, anzi.

Come detto prima, Lee So-Young trova un altro modo per narrare le vicende di Seung-A, Kyuwon e Yuha: un metodo più “scanzonato”, intriso di una certa comicità, sicuramente più adatto a raccontare con freschezza la vita di tre adolescenti alle prese con le sorprese della vita.
La narrazione risulta forse più lenta, meno “avvincente”, ma ciò permette alla manhwaga di costruire meglio le personalità dei protagonisti e di introdurre al lettore l’ambientazione in cui si svolgerà la vicenda.

È sicuramente un modo di raccontare più “tradizionale”, ma non per questo esso si riduce ad essere “convenzionale”: Lee So-Young infatti lascia degli spazi anche per far “trapelare” indizi sulle vere intenzioni di Yeshin, sul passato dei protagonisti ecc. Insomma, l’autrice riesce a coniugare una realtà quotidiana con una personalissima e sottile vena di mistero.

Dai pochi accenni fatti in questo primo volume, Lee So-Young fa intuire che anche i difficili rapporti familiari saranno un tema affrontato in quest’opera: come in Model, sembra che anche qui la famiglia, più che uno scontato punto di partenza, sia un traguardo da raggiungere.

I disegni di Lee So-Young, come nella sua fatica precedente e secondo il mio personalissimo sentire, sono eleganti, raffinati e molto sensuali.

Fare delle considerazioni il più possibile obiettive ed esaustive dopo la lettura di un solo volume è sempre un compito molto difficile. Personalmente penso che la manhwaga abbia costruito delle ottime basi per una commedia frizzante, divertente ed appassionante. Riuscirà l’autrice a tingere le vicende dei ragazzi protagonisti “di vari colori e rimescolarle, donando loro molteplicità”? Sicuramente ci sono delle buone premesse. Sarà compito di Lee So-Young non disattenderle.

In conclusione, consiglio alla lettura di questa serie a chi apprezza le commedie scolastiche, a chi è alla ricerca di qualcosa di non troppo impegnativo e sceneggiato bene, e ai fan di Lee So-Young, per scoprire un lato più quotidiano del suo modo di narrare.

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