CONSIDERAZIONI

 

Iniziamo questa recensione precisando che io adoro la Kamio. Ho amato Hana Yori Dango anche quando la trama ha iniziato a perdere originalità.

Detto questo però la mia primaria e principale premura è quella di dire: CAT STREET NON E’ HANA YORI DANGO.  E voi mi direte: “mi pare ovvio!”. Quello che voglio intendere è di non accomunare queste due opere con tanta facilità. Cat Street è molto diverso da Hana Yori Dango.

 

Innanzi tutto quello che colpisce è la trama di fondo. Keito è una ragazza costretta a diventare un'attrice bambina perdendo tutte le peculiarità  della sua età (gli amici prima di tutto), e quando perde anche la sua carica di attrice, non le rimane nulla. Perde ogni stimolo di vivere, si limita a dormire e stare in casa sua, circondata da una famiglia che quasi la ripudia.

Cat street è fondamentalmente la storia di una “rinascita”. Keito ha perso una grossa parte della sua vita e ora deve combattere e riprendere in mano le redini della sua esistenza. Ma la cosa non è per niente facile. Keito è diventata quasi un automa che non sa come comportarsi con gli altri, rischiando anche più volte di ferire il prossimo.

 

Per aiutarla in questa rinascita, la Kamio l’ha circondata di persone alquanto bizzarre ma senza dubbio affascinanti.

Io citerei subito Momiji e Kouichi. Sono persone che vivono in un mondo loro (soprattutto l’ultimo XD) e non se ne vergognano. Combattono anche una battaglia fatta di pregiudizi nei loro confronti che li rende un po’ dei “gatti vagabondi, di strada” come dice al termine del primo volume Momiji (da qui il titolo dell’opera).

 

Inserire Keito in questo ambiente è una scelta originale. Keito non frequenterà una scuola normale con studenti normali. La rinascita di Keito non è un processo che deve portarla alla cupa normalità, ma semplicemente all’accettazione di sé e degli altri. Per questo le persone che la circondano non sono campioni di normalità, ma semplicemente persone con sogni e passioni le cui influenze avranno risvolti positivi nella protagonista.

 

Momiji poi è l’emblema di questo. Una ragazza che non riusciva a sopportare le divise scolastiche e inizia ad indossare abiti da lei disegnati che dimostrino alla persona che ama che lei non ha paura di essere se stessa.

 

Keito intraprenderà questo processo e una delle vette massime sarà anche lo scontro con la persona che aveva causato la sua discesa come attrice.

 

E’ evidente l’abisso che c’è tra questo manga e quello precedente della Kamio. Quello che rimane è (a mio avviso) la grande abilità di questa mangaka di creare personaggi originali e piacevoli. La trama (fino a dove ho avuto la possibilità di leggere) è interessante e poco prolissa. Si spera che la Kamio (ora mangaka di successo) possa evitare nel limite dell’accettabile l’influsso della casa editrice (una delle principali responsabili all’annacquamento di HYD).

 

Il disegno (anni luce da quello dei primi volumi di HYD) sembra migliorato in maniera notevole. La cosa migliore è che non si corre mai il rischio di confondere i personaggi tra loro (cosa che spesso accade nei manga XD).

 

Personalmente consiglio questo manga a tutti e in particolare alle persone che NON hanno apprezzato HYD… sarebbe un ottimo spunto per rivalutare un’autrice che a mio dire è molto valida.