CONSIDERAZIONI
A cura di Nimue80
Prima
opera di Natsumi Ando a giungere in Italia, non si discosta di
molto dalle produzioni cui ci ha abituato la Play media company (ex
Play press): i manga per bambine/ragazzine in puro Nakayoshi-style.
La mangaka, in effetti, appartiene alla già citata triade
del team Kodansha indirizzato alle lettrici più giovani, assieme
a Haruka Fukushima e Wataru Mizukami (vedi le considerazioni
nella recensione di Panic X Panic di Mika Kawamura).
Lo stile delle tre autrici é veramente molto simile, sia per
quanto riguarda il mero aspetto grafico, sia per lelaborazione
della trama.
A proposito del soggetto però, sento di dover spezzare una lancia in favore di questo Zodiac detective, infatti gli elementi di fondo sono piuttosto inusuali per uno shojo manga: innanzi tutto lo spunto della protagonista femminile-detective (anche se a volte Lili/Spica somiglia quasi più alla ladra Saint Tail che ad uninvestigatrice), poi limpiego degli spiriti dei segni zodiacali che aiutano leroina a risolvere i casi.
Più
convenzionale é la figura del protagonista maschile, geniale
detective già laureato a 13/14 anni, di ritorno da un lungo
soggiorno allestero, amico dinfanzia dapprima
dimenticato della protagonista e, soprattutto, allergico alle
donne! Possibile che nei manga queste allergie siano così
ricorrenti per ambo i sessi?
Anche la doppia identità di Lili é un espediente scontato,
comunque abbastanza funzionale alla storia (e tra laltro
viene smascherata dallamico Oikawa già nel secondo
episodio).
Per
quanto riguarda lo stile di disegno vero e proprio, come ho già
detto, la Ando non si distingue poi tanto dalle colleghe: corpi
lunghi e sinuosi, per fortuna non particolarmente ingessati
e con qualche curva al posto giusto, figure maschili un po
più allampanate di quelle femminili, occhi molto grandi e
piuttosto espressivi. Non noto grande ricerca né particolare
cura nella riproduzione di vestiario e accessori che talvolta
appaiono un po dozzinali. Più dettagliate e
stilisticamente accattivanti sono però le illustrazioni a colori
di copertine e frontespizi: abbiamo avuto la fortuna di vederne
qualcuna in più del necessario (leggi: qualcuna in più delle
sole copertine) grazie alla preventiva pubblicazione di Zodiac
detective sulle pagine di "Yatta!", peraltro unica nota
positiva di questa cattività nella ormai defunta
rivista contenitore.
Leditore sta raccogliendo la serie (non terminata su
rivista) in volumetti monografici e questa é loccasione
buona per chi vuole avvicinarsi a questo manga, non
particolarmente originale, comunque gradevole per i momenti di
maggior svago.