CONSIDERAZIONI
A cura di YadirS
X-Day, il primo manga di Setona Mizushiro tradotto in italiano, è una storia tra
liperrealistico ed il surreale che però ha il pregio di
essere raccontata con raffinata leggerezza, cosa che la rende
accettabile ad un pubblico più vasto pur mantenendo intatta la
sua crudezza di fondo.
Composto da soli due volumetti (il secondo, in realtà, contiene
anche una storia autoconclusiva, molto bella e molto forte, che
meriterebbe unanalisi a parte) X-Day è un manga
dalla classica ambientazione scolastica, ma dalla trama molto
diversa da quello che le commedie scolastiche giapponesi ci hanno
abituato fino ad ora. Non avendo nulla della commedia, infatti,
XDay è un dramma... peccato solo che sia un dramma a metà.
Infatti, se il primo volume è essenzialmente la presentazione dei personaggi e dei problemi che li portano alla decisione estrema che dà il titolo al manga, il secondo volume non mantiene le promesse e lanalisi dellevoluzione dei personaggi, che avrebbe meritato sicuramente qualche pagina in più (per non dire qualche volume), non viene illustrata in maniera convincente dallautrice, che invece si perde dietro ad avvenimenti utili solo per delineare meglio le personalità e i caratteri dei personaggi stessi, finendo così per concludere la storia con un finale "aperto"... che a me personalmente non ha soddisfatto minimamente, soprattutto date le premesse iniziali.
I personaggi di
questo manga, infatti, pur desiderando di poter modificare le
loro vite con un atto drastico quanto, a conti fatti, puramente
rappresentativo, alla fin fine non mettono in pratica il loro
piano non perché si rendono conto della sua inattuabilità o
della sua follia, ma semplicemente perché non ne sentono più il
bisogno.
Il tentativo di fuggire dalla propria solitudine ed alienazione
gli riesce ugualmente, in realtà, ma non nella maniera in cui
loro si aspettano... a differenza di quanto succede al lettore -
però - che se sufficientemente smaliziato lo capisce subito dal
terzo capitolo.
Tutto questo, pur essendo estremamente realistico e credibile se
trasportato nella realtà di tutti i giorni, risulta essere
deludente e insipido se raccontato nellambito di un manga
che, a partire dal titolo, prometteva una storia - permettetemi
il gioco di parole - molto più esplosiva!
Per quanto
riguarda la parte più artistica di X-Day, il tratto della
Mizushiro è gradevole, se pur non propriamente bello, e certamente
è adattissimo al tipo di storia che narra: i primi piani dei
personaggi la fanno da padrone nelle sue tavole ed il fatto che
lautrice sia in grado di renderli molto espressivi con
pochi tratti è sicuramente uno dei motivi per cui ce ne sono in
abbondanza.
La quasi totale assenza di sfondi dettagliati, spesso sostituiti
da immagini fotografiche digitalizzate, non è certo una
peculiarità di questo titolo - molte autrici giapponesi
ultimamente lo fanno - ma non per questo posso dire di
apprezzarla...
Al momento non
sono state pubblicate altre opere della Mizushiro in Italia, e
neppure molti altri manga che trattino di argomenti simili a
quelli narrati da X-Day, ma esiste un film statunitense
che narra una storia similare... di disagio giovanile
nellambito scolastico e di soluzioni estreme per
combatterlo e sconfiggerlo... sto parlando di "Schegge di
Follia" ("Heathers" in originale) film di Michael
Lehmann del 1989 con Christian Slater e Winona Rider.
Ne consiglio caldamente la visione a chiunque fosse curioso di
vedere con i propri occhi come lo stesso genere di problema si
verifichi in due società così diverse tra di loro e di come
venga... affrontato dai personaggi in maniera analoga, pur
ottenendo risultati diametralmente opposti.
Personalmente,
dopo aver letto il primo numero di X-Day, ne ho
consigliata la lettura a tutte le mie amiche manga-fan ed in
generale ho ottenuto un riscontro positivo... ma dato che a mio
avviso il secondo numero non ha mantenuto le promesse fatte nel
primo e che la risoluzione finale della storia non mi ha
completamente soddisfatta, forse, adesso come adesso, ci andrei
più cauta nel consigliarlo, non ne sarei più così entusiasta.
Certo, le mie remore si concentrano più su "come" la
storia è stata narrata che non per la storia di per sé, perché
sono sicura che questo manga meriti di essere letto e, sebbene di
primo acchito possa sembrare un po esagerato (in più di un
senso), in realtà narra un semplice storia di persone che si
sono perse e che insieme si ritrovano... una storia shoujo,
insomma, ma che si distanzia un po dal comune significato
che (erroneamente) si dà al termine.