LA STORIA a cura di Emy
Sawako
Yarimizu ha quindici anni ed è un'adolescente come tante, che vive serenamente la sua
vita di studentessa: ha un buon rapporto con le compagne di scuola e col suo ragazzo, il giovane e brillante Kouta. Proprio quest'ultimo un giorno,
accompagnandola a casa, anziché aiutarla in matematica, le chiede di "farlo"
davanti alla porta di casa di lei: Sawako, incapace di rifiutarsi con
decisione, finisce con l'acconsentire a fare sesso sul pianerottolo, anche se
non ne ha assolutamente voglia.
La sera, a cena con i suoi genitori, si chiede se immaginerebbero mai cosa ha
fatto fino a poco fa. I suoi si aspettano che faccia del proprio meglio,
affinché anche Sawako, come già la sorella, possa frequentare l'Università. Il
giorno seguente, chiacchierando con le amiche, nell'ambito di una conversazione
sulle prime esperienze sessuali, le viene chiesto se l'abbia già fatto o
meno. La domanda la coglie alla sprovvista, al punto che la ragazza dice di avere esperienza
solo di baci. Kouta, nel frattempo, l'ha raggiunta in classe dandole il quaderno
con gli esercizi di matematica, corretti da lui: nell'angolo di una pagina, egli ha scritto le sue scuse per quanto accaduto il giorno prima sul
pianerottolo.
Sawako è felice dopo aver letto quelle parole, ma uno spiacevole
incidente la farà presto ricredere sulla buona fede di Kouta... trovatisi
infatti da soli in classe, il ragazzo la costringe ad avere un rapporto con la
scusa che "lì non l'ha mai fatto"... disgraziatamente uno studente della
scuola, socchiusa la porta, vede la scena; i due si bloccano, consci di essere
stati scoperti. Ma lo studente ha riconosciuto, tra i due, la sola Sawako: il
giorno seguente, sulla lavagna della classe c'è un disegno che la raffigura
nel momento in cui è stata sorpresa e una scritta... che le dà della puttana. Il
ragazzo che l'aveva sorpresa con Kouta è purtroppo un compagno di classe, che
ora
non si fa problemi a dichiarare di fronte a tutti di averla vista coi suoi occhi il giorno
prima... Sawako è immediatamente stigmatizzata: quelle che fino a un momento fa erano sue amiche l'accusano di averle prese in giro, quando diceva che aveva
esperienza solo di baci. E nei giorni seguenti si vendicano assalendola in
gruppo, togliendole i vestiti in palestra e dipingendole un panda con un
pennarello nero sul torace, costringendola a comprare preservativi per poi
spargerli sul suo banco. Kouta rivela tutta la sua vigliaccheria: non solo nega
di essere lui il partner con cui è stata sorpresa Sawako, ma arriva addirittura
a lasciarla, accreditando così le voci che descrivono la ragazza come una
"facile". Il professore che si accorge del
dissenso che la classe esprime nei confronti di Sawako rimane
tutto sommato indifferente e attribuisce la situazione allo stress per gli esami
che precedono l'ingresso alle superiori.
Sawako è disperatamente sola e
accerchiata da nemici: prende ad assumere in forti quantità pillole che lei
dice alla madre essere "vitamine", in realtà medicine per lo stomaco che comincia a dolerle.
A scuola le violenze si fanno sempre più crude su di lei, ma la cosa che più le
fa male è il non poterne parlare con nessuno. Infine, la pressione psicologica e
il terrore di entrare in classe spingono Sawako a smettere di andare a scuola. I
genitori, seppur sorpresi, tollerano che la figlia studi a casa.
Rimettendo in ordine la sua stanza, Sawako finisce col ritrovare se stessa in
alcuni vecchi manga che usava disegnare alle elementari... si rende conto di
aver sempre mentito a se stessa, cercando di brillare negli studi per emulare la
sorella maggiore e poter essere lodata dalla madre, o ancora facendo finta che
le piacesse fare sesso con Kouta quando invece lo trovava disgustoso. Che cosa
le è rimasto, dunque? L'occhio le si posa sui manga....
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