CONSIDERAZIONI
A cura di Martina
E'
possibile giudicare "World of the S & M in due
modi, come una mini-serie conclusa (così come sostenuto da
Planet Manga) o come una serie interrotta al secondo tankoubon.
Nel primo caso, e' davvero difficile recensire il manga in modo
positivo. I personaggi sono affrontati in modo superficiale, sono
bellissimi ma vuoti come bambole.
La trama e interessante ma inconsistente quanto quella di
un videoclip: si basa quasi del tutto su scene ad effetto e
ambientazioni affascinanti. Vengono forniti fin troppi elementi e
vicende intricate che non hanno modo di svilupparsi adeguatamente.
La lettura e veloce e piacevole, ma dominata dalla
sensazione di inconsistenza. Il finale lascia spiazzati e delusi
per il semplice motivo che ben difficilmente puo essere
chiamato finale.
Se invece consideriamo il manga come una serie interrotta al
secondo tankoubon, ipotesi che la casa editrice italiana al
momento non vuole riconoscere, allora e impossibile dare un
giudizio definitivo. Se venisse proseguito, "World of the S
& M" potrebbe diventare una serie di alto livello, e
trovare il giusto approfondimento di storia e personaggi. Oppure
mantenersi sullo stesso livello dei primi due volumi.
Lunica certezza sta negli ottimi disegni di Chiho Saito,
che per molti saranno sufficienti a rendere "World of the S
& M" un manga da collezione, alla stregua di un art-book.
A cura di Nino Giordano
Ancora una volta
Chiho Saito ed il gruppo Be Papas sfornano un'opera completamente
fuori dai canoni classici degli shoujo manga. Già in Utena i
riferimenti allo gnosticismo ed al movimento dei rosacroce erano
più che evidenti, qui addirittura i rosacruciani vengono citati
esplicitamente e fanno parte della storia in maniera attiva.
Il tratto della Saito non si è assolutamente evoluto rispetto
alle opere meno recenti e pubblicate anche in Italia, segno che l'infaticabile
autrice ha ormai raggiunto la maturità artistica. Qui, però, fà
piacere sapere che a sceneggiare la storia non sia lei. Questo
perchè, sicuramente, la Saito è molto più abile nelle storie
brevi con le quali difficilmente ci si annoia. Lo stesso non si
può dire delle storie di più ampio respiro dove, se all'inizio
il plot risulta quasi sempre ottimo, man mano che la storia
procede le sceneggiature si fanno banali, quando non assurde con
colpi di scena ed aggiunte inutili dei quali i lettori farebbero
volentieri a meno (il polpettone "La madonna della ghirlanda"
pubblicato fino a qualche mese fà su Amici della Star comics è
forse il più grande esempio di questo difetto dell'autrice).
Ikuhara sembra, invece, rimanere sempre sui soliti argomenti
filosofico-religiosi che tanto successo gli hanno portato in
passato. La storia, come detto prima, si distacca dai canoni
classici dello shoujo manga e risulta più adulta rispetto alla
versione cartacea della precedente Utena. Questo anche per via
del diverso target delle riviste dove i due serial sono stati
pubblicati: Utena su "Chao" (Shogakukan) dedicata alle
bambine dai 6 ai 12 anni o giù di lì e "S to M" su
"Asuka" (Kadokawa) dal target 11-16 anni e dalle storie
più mature e 'fantasy'. Infatti, se il manga di Utena risultava
troppo compresso nella storia e quasi infantile, qui i toni
infantili sono totalmente assenti e le scene forti si sprecano.
Gli elementi per un sicuro successo ci sono tutti: sentimento, mistero, suspense e religione. Un elemento, quest'ultimo, che nei manga, specialmente negli shoujo degli ultimi anni, sembra fonte sicura di successo, vedi titoli come Utena, Angel Sanctuary o X.
Nota: le considerazioni di Nino Giordano sono state scritte nell'Aprile 2003, prima dell'interruzione del manga in Giappone.