CONSIDERAZIONI
A cura di Tosca
Parfait Tic è il classico shoujo
ad ambientazione scolastica
che offre una gran quantità di cliché tipici del genere,
ma, nonostante la trama e molte situazioni presentate
sappiano già di visto e rivisto, stranamente è un manga che coinvolge sin dalle
battute iniziali.
Si fa presto ad identificarsi con Fuuko e le sue incertezze; dopo
i primi capitoli già ci si ritrova, senza rendersene conto, a
parteggiare per Daiya o per Ichi.
Lo sfruttatissimo espediente del triangolo sentimentale è
gestito dall'autrice (almeno per molti capitoli) in modo
magistrale, lasciando il lettore col fiato in sospeso e a
soffrire insieme ai protagonisti.
Tuttavia, ormai giunti al dodicesimo tankobon, si ha l'impressione
che Nagamu sensei stia tirando avanti a forza questa storia, il
triangolo ne risulta esasperato e spento, il brio iniziale sembra
dimenticato chissà dove e i suoi personaggi stanno perdendo di
credibilità.
Mi chiedo come sia potuto accadere che un titolo così
promettente sia diventato banale e noioso: uno shoujo che aveva
premesse eccellenti ora si basa unicamente (ed è una mancanza
gravissima a mio parere) su un triangolo che poteva e doveva
finire molto prima.
Fuuko nasce come un
personaggio dolce ed energico, una ragazza lineare e limpida, che
dice ciò che pensa e vive con onestà i propri sentimenti. In
tutta la vicenda però è quella che, ahimè, evolve meno di
tutti. In 12 numeri rimane sempre la stessa, non importa cosa sia
accaduto, i sentimenti che ha provato, le delusioni che ha
vissuto: non è cambiata di una virgola e questo la rende, dal
mio punto di vista, un personaggio "piatto". Se all'inizio
la sua semplicità risultava gradevole, dopo 12 numeri può dare
ai nervi
Ichi è il classico "principe" tenebroso e taciturno,
il ragazzo timido di poche parole, magari un po' duro nei modi,
ma che in sé nasconde un tesoro di tenerezza e dolcezza. Sono
convinta che Ichi avrebbe potuto diventare un gran bel
personaggio se negli ultimi numeri la Nagamu non l'avesse reso
incoerente: per oltre 10 volumi Ichi è stato un ragazzo
responsabile e un amico fidato
e di punto in bianco
diventa indeciso, debole, menefreghista nei confronti di chi dice
di amare veramente.
E' questo "salto" improvviso e inspiegabile di Ichi che
mi lascia perplessa: questo atteggiamento non è coerente col
personaggio, come si può deformare così un personaggio a uso e
consumo della narrazione? Dov'è l'equilibrio?
Daiya è invece, a mio parere, il personaggio più riuscito e
certamente il più complesso della serie. E' una persona che
nasconde i suoi veri pensieri e sentimenti dietro una maschera di
ilarità e superficialità, un ragazzo che non sa e non vuole
amare, un personaggio che quando getta la maschera rivela un
volto inquietante: in questi rarissimi e inaspettati momenti si
intuisce che Daiya non è una persona solare come può sembrare,
non è spensierato, non è felice
e quel che stupisce di più
è che lui nemmeno se ne rende conto: Daiya è convinto di essere
come appare. Daiya sarebbe un personaggio affascinante e
carismatico se, come al solito, la Nagamu alla fine non avesse
deciso di imprimere una brusca virata alla sua caratterizzazione,
anch'essa, come quella di Ichi, inspiegabilmente stonata alla
personalità fino a quel momento delineata.
Il
tratto di Parfait Tic è sin dalle prime tavole gradevole e
morbido, un vero piacere per gli occhi. Lo stile non è certo
originalissimo, ma col proseguire delle tavole acquista di
sicurezza e incisività. Anche i dettagli,non tanto gli sfondi
quanto gli abiti e gli accessori, vengono resi con maggior cura.
Complessivamente Parfait Tic è un manga che consiglio di leggere,
ma non a tutti: per chi è stufo delle commedie sentimentali d'ambientazione
scolastica e non ne può più di triangoli scontati, Parfait Tic
è da evitare, non porta nulla di nuovo a quanto già letto
finora. Se invece siete estimatori del genere allora non
lasciatevelo scappare, nonostante alla fine scada un po' rispetto
alla parte iniziale, resta comunque un manga di discreta qualità.