OPINIONI
A cura di EMY

Da molte voci è stata osservata l'analogia tra "Imadoki!" e il più famoso "Hana Yori Dango" (famoso shoujo manga di Youko Kamio pubblicato in Italia da Planet Manga): è vero che l'ambientazione e la situazione di conflitto iniziale sono simili, ma è altrettanto vero che le analogie si fermano qui. Laddove Tsukushi Makino, l'eroina di "Hana Yori Dango", è una ragazza moderna, Tanpopo è invece un'eroina d'altri tempi: eternamente sorridente a dispetto delle difficoltà, sincera, spontanea, generosa, disposta a fare a botte per ciò in cui crede, da autentico maschiaccio. Avete riconosciuto i tratti fondamentali di Candy, vero^_^? L'accompagna persino un grazioso animaletto, Poplar, una volpe che potrebbe essere il pronipote di Klin! Ma c'è ancora altro: Tanpopo è sana nella sua rusticità come Nakki di "Seito Shokun!" (storico shoujo manga di Youko Shouji) e come Nakki irrompe nella vita scolastica, facendo di un insieme di personaggi improbabili un vero gruppo di amici, nel rispetto delle diversità di ciascuno. La sua esasperata ingenuità e la sua irresistibile testardaggine aggiungono poi un indispensabile tocco d'originalità al suo carattere: nel corso della lettura è impossibile trattenere il sorriso, ed è perfettamente comprensibile che talvolta i personaggi attorno a lei, del tutto inseriti nella loro epoca, si meraviglino che una ragazza simile esista ancora "ai nostri giorni". In "Imadoki!" la Watase, a differenza dei due suoi più importanti lavori ("Fushigi Yuugi" e "Ayashi no Ceres"), rinuncia a qualsiasi elemento fantastico per focalizzare una maggiore attenzione verso la realtà giapponese: una scelta coraggiosa, perché è più difficile cercare di affascinare il pubblico con la semplicità di una commedia scolastica "di formazione", per chi finora si era saputa avvantaggiare delle tematiche fantasy. L'esperimento nel complesso è interessante e di certo in mano a una narratrice meno esperta e capace della Watase avrebbe raggiunto un risultato poco soddisfacente; sta di fatto che il meccanismo funziona appieno: la storia diverte e appassiona, anche se rispetto alla sua opera precedente ("Ayashi no Ceres") convince di meno. Il motivo è in qualche segno di stanchezza che si avverte qua e là nella narrazione e in qualche approssimazione di fondo: il cambiamento di Kouki nel primo volume è troppo repentino; inoltre i due protagonisti si ritagliano uno spazio più grande del dovuto, "schiacciando" i secondari Tsukiko, Aoi e Arisa. Discorso diverso per la grafica che, sempre di qualità, è maturata dai tempi di "Fushigi": i disegni sono particolareggiati e l'impaginazione è più pulita e armoniosa rispetto alle opere precedenti, quindi di più facile lettura. Come nelle restanti sue opere, è da sottolineare infine che la Watase non si avvale di fiorellini o altri similari codici narrativi. In conclusione: nonostante quest'autrice sia capace di far meglio, "Imadoki!" è un prodotto superiore alla media degli shoujo manga e che forse proprio per questo sarà apprezzato dai lettori italiani.

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Uno dei siti inglesi più
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Hanazono
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