CURIOSITA': STONEHENGE
A cura di Anita80
Kaori
Yuki ha scelto Stonehenge, il complesso megalitico più famoso ed
imponente dEuropa, come scenario in cui ambientare le
vicende della seconda storia di questa raccolta, intitolata,
appunto, Stonehenge.
Il
tempio di Stonehenge e il mistero delle eclissi
Il tempio di Stonehenge sorge nella piana ondulata di Salisbury,
a circa tre chilometri da Avebury, in Gran Bretagna, al centro di
una grande necropoli con centinaia di tombe a tumulo. Costruito
al principio del III millennio a.C., allepoca, cioè, in
cui furono erette le grandi piramidi d Egitto, esso
presentava centinaia di grandi pietre disposte in modo così
particolare da indurre a ritenere che dovessero servire per
qualcosa di più che per rendere semplicemente omaggio agli dei.
Non sarebbe altrimenti giustificabile limmane sforzo
compiuto per erigere il complesso.
A prima vista, il complesso megalitico sembrerebbe un recinto
sacro pieno di dolmen e menhir, un luogo di raccoglimento per
pregare gli dei. In realtà, la funzione che esso svolgeva presso
le popolazioni antiche che lo edificarono è tuttora ignota agli
archeologi: una delle ipotesi più accreditate è che Stonehenge
fosse un sito di osservazioni astronomiche o un tempio
in cui avevano luogo rituali religiosi in corrispondenza di
particolari momenti dellanno, come i solstizi e gli
equinozi.
Allipotesi di luogo sacro e di osservatorio astronomico
formulata dagli archeologi seguirono, poi, altre interpretazioni
- tra cui quella del Professor Hawkins - più inclini a
considerare unutilità eminentemente pratica.
Hawkins studiò i megaliti di Stonehenge nel loro insieme e
lincidenza su di essi dei raggi solari e lunari e la
conclusione a cui giunse fu a dir poco sorprendente: secondo il
professore, Stonehenge era, in realtà, una sorta di calendario
preistorico. Hawkins verificò così tante esattezze
nelle distanze, tante proporzioni intenzionali e ripetute, tante
similitudini nella disposizione ed una collocazione delle pietre
così singolare, da convincersi definitivamente sulla funzione
pratica del complesso. Forse era anche un luogo di culto, ma
esisteva indubbiamente, a suo dire, qualcosa di più e di somma
importanza.
In seguito a ulteriori misurazioni e osservazioni, si fece strada
la teoria secondo cui il complesso di pietre fosse niente meno
che un calendario solare e lunare, da
interpretarsi secondo lentrata dei raggi luminosi
attraverso le varie pietre che compongono il monumento. Se questa
teoria fosse comprovata, allora questo complesso megalitico
sarebbe una dimostrazione incontrovertibile di quanto le
conoscenze astronomiche dei misteriosi costruttori di Stonehenge
fossero progredite. Essi, infatti, attraverso il complesso,
sarebbero stati in grado di interpretare la situazione dei raggi
solari e lunari durante tutto lanno e perfino di prevedere
il verificarsi delle eclissi di luna (che avvengono ogni
cinquantasei anni, fatto scoperto di recente).
Tuttavia, malgrado Stonehenge racchiuda un notevole simbolismo di
carattere astronomico, non è ancora chiaro se fosse davvero un
luogo di studio di fenomeni celesti - come sostengono molti
studiosi o un semplice luogo di culto, piuttosto che un
calendario per le ricorrenze stagionali (come la semina e la
raccolta del grano) o, ancora, uno strumento per prevedere la
frequenza delle eclissi. Gli allineamenti fra le rocce non sono
molto precisi e spesso gli studiosi hanno messo a punto teorie
a posteriori per spiegare la posizione delle pietre.
La
struttura di Stonehenge
Lelemento più esterno della struttura megalitica è il
viale cerimoniale (Avenue), i cui lati sono delineati da argini e
fossati. Esso comincia allingresso del terrapieno circolare
racchiudente il monumento megalitico. Qui si trova anche la Hell
Stone, una grande pietra in sarsen non lavorato, alta 4,5
metri.
Poco dopo lingresso, sincontra una pietra non
lavorata, ora disposta orizzontalmente, sempre in sarsen: è
macchiata di rosso a causa della pioggia che ha sciolto il ferro
presente nella roccia ed è conosciuta come Slaughter
Stone (Pietra del Massacro).
Intorno al margine interno del terrapieno si innalzavano quattro
piccole pietre, le Station Stones, di cui due
ancora visibili. Immediatamente adiacente al terrapieno, poi,
cè un anello di cinquantasei pozzetti, conosciuti come fosse
di Aubery.
Per le strutture in pietra che sono situate nel cuore del sito,
sono stati utilizzati due tipi di pietra:
*Sarsen : blocchi di dimensioni maggiori, provenienti dalla cava
di Marlborough Downs
(circa a 30 Km a Nord-Est)
*Bluestone : tipo di roccia che si trova nelle Preseli Hills, nel
Galles sud-occidentale.
Nella sua formazione più completa, lanello esterno
di Stonehenge consisteva in un circolo di trenta pietre verticali
in sarsen (diciassette delle quali ancora al loro posto),
collegate da un anello di architravi orizzontali tali da
costituire un circolo perfetto, con altezze costanti.
La struttura in bluestone, concentrica a quella
più esterna in sarsen, consisteva, in origine, in sessanta
pietre, ma molte sono cadute, danneggiate o a pezzi.
Allinterno dei due circoli, poi, è situato il Sancta
Sanctorum, a forma di ferro di cavallo, ottenuto con la
disposizione di cinque triliti in sarsen, disposti gradualmente
in altezza.
Allinterno di questa imponente struttura, infine, ce
nera unaltra più piccola, sempre a ferro di cavallo,
di pietre erette in bluestone.
Stonehenge
una falsa leggenda?
Il dubbio in merito alla autenticità di uno dei più famosi siti
archeologici del mondo, è stato sollevato da un ragazzo di
Bristol, Brian Edwards, alle prese con una tesi di storia.
Secondo le testimonianze fotografiche rinvenute dal giovane nel
corso delle sue ricerche, Stonehenge sarebbe stata ricostruita e
rimaneggiata a più riprese nel corso del Novecento.
Nel 1916, infatti, sei grandi pietre furono rimosse e innalzate
in posizione verticale; altri tre monoliti furono spostati da una
gru nel 1959 e ad un trilite venne aggiunto un architrave nel
1958. Lultimo intervento, consistente nello spostamento di
quattro pilastri neolitici, risale, infine, ai tempi di John
Lennon (1964).
Dato che il mistero di questa costruzione, attorno alla quale
sono state intessute le teorie più elaborate, si gioca tutto su
pochi millimetri, è lecito chiedersi se gli spostamenti operati
dalla mano umana abbiano avuto, o meno, un ruolo fondamentale nel
far collimare quei pochi millimetri che ne attestano ora la
perfetta geometria.
In ogni caso, anche se il tanto celebrato allineamento di
Stonehenge fosse opera di una gru manovrata al suono dei Beatles,
ciò non toglie che questo sito non cessa mai di esercitare sui
numerosi visitatori un fascino antico e immutato, destinato a
incantare e stupire.
Riferimenti
bibliografici:
-LIgnoto numero 20, Messaggi di pietra, Edizioni Hobby
& Work italiana editrice s.r.l., 1992
-LIgnoto numero 11, Tecnologie del passato, Edizioni Hobby
& Work italiana editrice s.r.l., 1992
Siti
internet consultati:
-Stonehenge, Ermando
Danese
-Stonehenge: falsa
leggenda
-Il tempio di Stonehenge
-Stonehenge - Circolo di
Pietre, Terrapieno e Menhir
-Stonehenge e le eclissi