CONSIDERAZIONI

A cura di Elly

Clicca per ingrandire!A sette anni da Fushigi yugi, il titolo che l'ha definitivamente fatta conoscere a livello mondiale, Watase sensei si ripresenta nel 2003 con quest'opera richiesta a gran voce dai suoi numerosissimi fan. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, FY Genbu kaiden non costituisce in alcun modo un seguito delle avventure delle ben note stelle di Suzaku e Seiryu e delle loro sacerdotesse, bensì il prequel, in quanto riprende sì la storia dello scritto dei quattro Dei del Cielo e della Terra, ma dal suo principio.

Per chi non conoscesse Fushigi yugi, c'è da dire che l'asse della storia è interamente costituito da un antico libro, lo Shijintenchisho, che narra dell'Universo dei quattro Dei. Ogni volta che viene aperto dalla sacerdotessa predestinata di uno di essi, questa viene letteralmente risucchiata al suo interno.
Tali Dei esistono realmente nella mitologia cinese e simbolizzano i quattro quadranti della volta celeste.
Essi sono la tartaruga del Nord (Genbu), l'uccello del Sud (Suzaku), il dragone dell'Est (Seiryu) e la tigre dell'Ovest (Byakko). Ognuno di essi possiede 7 stelle, queste ultime incarnate sulla Terra in qualità di esseri umani il cui compito è proteggere la loro sacerdotessa, che una volta riunite tutte le stelle ed invocato uno dei quattro guardiani divini, otterrà degli enormi poteri che le consentiranno di esaudire fino a 3 desideri nonché di salvare il Paese in questione.

Personalmente mi risulta difficile dare un giudizio del tutto obiettivo di questo titolo, essendo una grande fan della Watase-sensei e considerando i pochi volumi usciti finora in patria, ma ciò che effettivamente balza agli occhi in seguito a una lettura anche non troppo approfondita di esso è il sensibile e lampante miglioramento delle grandi capacità di questa autrice, che si riflette in ogni possibile prospettiva del manga stesso.
Le aspettative che si possono giustamente nutrire dopo quasi un decennio dal suo precedente lavoro non vengono disattese, anzi, si rimane piacevolmente stupiti in quanto vengono senz'altro superate.

Partendo in primo luogo dalla storia stessa, nella quale Takiko Okuda è la prima sacerdotessa in assoluto ad essere risucchiata nel mondo dello Shijintenchisho, la paura principale è che questo prequel possa rappresentare una pallida copia del ben noto "Fushigi yugi": Watase sensei avrebbe potuto facilmente cadere nei consueti stereotipi riproponendoci gli elementi principali di FY e trasporli in un'altra epoca, presentare semplicemente dei personaggi nuovi. Ma questo non avviene. Assistiamo invece a un globale cambiamento, sia degli elementi più "superficiali" se vogliamo, ma anche e soprattutto nella trama, le cui dinamiche continuative, la cosiddetta storia orizzontale, formano un collante tra i vari capitoli e che alla fine di essi lasciano il lettore col fiato sospeso e un'implacabile curiosità di conoscere il seguito.

L'altro aspetto che cattura immediatamente l'attenzione è l'abissale dicotomia tra le personalità dei personaggi dell'una e dell'altra serie, differenti come non mai. In ciò dà il suo contributo il ben più discreto umorismo con cui viene narrata la storia, potremmo dire pressoché inesistente a eccezione delle sporadiche gag che vedono i nostri protagonisti bisticciare tra loro facendoci sorridere di gusto.
Difatti la proverbiale vena comica di Watase sensei che in FY e nelle seguenti opere metteva l'accento sui difetti dei personaggi con sapiente arguzia, qui viene quasi del tutto abbandonata a vantaggio di una migliore immersione nei più reconditi pensieri ed emozioni di questi ultimi, senza dubbio più maturi e "consci" della propria missione e di ciò che questa comporta direttamente nelle proprie scelte, soprattutto nel caso di Takiko, la sacerdotessa,e Rimudo, la stella che corrisponde i suoi sentimenti.
Nulla a che vedere dunque con Miaka, Tamahome e compagine, che sì ci hanno fatto ridere molto ma che ci hanno anche fatto sentire la mancanza di una più approfondita caratterizzazione delle loro personalità, abbastanza estremizzate nei loro difetti ed eccessi e che qui, invece, vengono descritte più realisticamente e nelle quali, ambientazione fantasy a parte, noi lettori potremmo a volte anche riconoscerci.

La profonda diversità di Takiko rispetto a Miaka viene presentata a partire dai più superficiali dettagli, quali il non aspettare di essere salvata dalla stella di turno e dal temperamento di gran lunga più risoluto e forte. Si tratta di minuzie che sottolineano la dissomiglianza dalla sacerdotessa di Suzaku. Difatti Takiko deve convivere con ben più seri spettri nell'armadio che la voracità di Miaka a cui siamo stati abituati ^_^, considerando la sofferenza che si porta dietro a causa dell'assenza del padre e il tormento nel sentire di non essere necessaria per nessuno, vista la morte della madre, l'unica persona che realmente l'abbia fatta sentire d'aiuto e importante.
Tuttavia la sua determinazione nell'eseguire il suo incarico le fa guadagnare il rispetto e la fedeltà delle sue stelle che vedono in lei una valida sacerdotessa.

Anche Rimudo/Uruki, il "corrispettivo" di Tamahome, è diverso da quest'ultimo come il giorno dalla notte: di gran lunga più flemmatico, anche lui come Takiko si porta dietro il peso di un ben più doloroso passato che quello della stella di Suzaku, di cui una premonizione antecedente la sua nascita ha impietosamente segnato il suo destino.
A differenza di Tamahome, il percorso che lo ha portato a riconoscere i propri veri sentimenti per Takiko è stato abbastanza lungo e cauto, e la sua diffidenza nei confronti del mondo a eccezione del suo fratellastro non risparmiava nessuno, prima di essere "cambiato" da Takiko.

Dunque il rapporto tra i due protagonisti è diametralmente opposto a quello Miaka/Tamahome e per molti versi migliore. Qui la sensazione di solitudine e il presagio che va diventando sempre più consapevolezza della labilità del loro legame fanno sentire putroppo il loro peso. Pertanto si spera che, nel proseguimento della storia, il loro rapporto non "scada" in qualità come accaduto a quello di FY.

Per quanto riguarda la caratterizzazione delle rimanenti stelle, importanti ai fini della storia tanto quanto i due protagonisti, viene dato un quadro piuttosto complesso che va a scandagliare i personali sentimenti, perplessità e paure di ognuno. Le loro storie, in particolare quelle dei guerrieri Hatsui/Namame e Hikitsu/Chen Emutato, sono molto toccanti.

I disegni sono come sempre sublimi alla vista. Colpisce soprattutto la maturità del tratto che è particolarmente elegante, curato anche negli sfondi e privo di elementi superflui. Le illustrazioni a colori ad apertura di ogni capitolo sono un vero piacere per gli occhi.

In conclusione, consiglio di non scartare a priori questo titolo nel caso in cui non sia piaciuto in particolar modo il precedente Fushigi yugi (che nella seconda parte può avere dato in generale l'impressione di essere stato "annacquato" oltremisura), bensì di concedere fiducia a quest'opera in quanto le aspettative non verranno disattese, mentre i fan del sequel apprezzeranno certamente questa Yu Watase in stato di grazia.


Elly e-mail!