CONSIDERAZIONI

A cura di Giorgia-bi

Il nono volume della collana 'Kaori Yuki presenta' prende il nome dal primo dei quattro racconti brevi qui ospitati, una sorta di connubio tra le atmosfere di Hansel e Gretel e quelle di Barbablu. Nei suoi free-talk l'autrice afferma di aver concepito 'Favole crudeli' in un periodo occupato da altre produzioni, e di avergli pertanto potuto dedicare meno tempo di quanto avrebbe desiderato: il risultato è palpabile, in quanto lo scioglimento della trama si rivela frettoloso e piuttosto banale, i personaggi troppo poco approfonditi ed il gioco al rimando estremamente semplificato.
Le altre storie contenute nel tankobon hanno poco in comune con la 'favola' in senso tradizionale, pur mantenendo gli elementi fantastici e gotici cari all'autrice.
Maledizioni, malefici, reincarnazioni e redenzioni: il calderone della Yuki ribolle di ingredienti che continuano a renderla cara ai suoi estimatori, ma che provocano inevitabilmente una sensazione di estenuante deja-vu nel lettore occasionale.
'Favole crudeli' e 'Il mago dietro le quinte' presentano intrecci peraltro molto simili: la protagonista goffa e impacciata, il principe/pigmalione crudele ma pronto alla redenzione finale, la figura della matrigna diabolica sono solo alcuni dei punti di contatto tra le due trame.
Il racconto conclusivo ha poco in comune con il filo rosso che unisce il volume, in quanto estraneo a ogni digressione goticheggiante e caratterizzato da uno spirito più divertito e divertente.
Molto è già stato scritto sullo stile, le tematiche e i retini di Kaori Yuki, e per una riflessione più approfondita su questi temi vi rimando alle recensioni di 'Angel Sanctuary' e di 'Il sigillo'. In definitiva, l'acquisto di "Favole crudeli" è comunque consigliabile solo a coloro che apprezzano la poetica e l'immaginario della Yuki, e sono fermamente intenzionati a collezionarne ogni produzione.

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