CONSIDERAZIONI
A cura di Taro
I manga di Kaori Yuki vengono
spesso definiti "gotici" per la narrazione cupa e l'atmosfera
densa di drammaticità che li permea.
"Earl Cain" è senza alcun dubbio l'opera che meglio
esemplifica questa tendenza.
Pubblicata inizialmente sul quindicinale "Hana to Yume" nel 1992, interrotta per la realizzazione di "Tenshi Kinryoku" (Angel Sanctuary) e poi ripresa nel 2001 la serie ha al suo attivo cinque capitoli per un totale di otto volumetti (l'ultimo è stato messo in vendita il 19 Giugno 2002).
Utilizzando il trait-d'union delle più famose "nursery rhymes" (le filastrocche) e favole per bambini - ispirazione cara all'autrice come testimoniano le storie raccolte nel volumetto "Zankokuna Dowatachi" (Fiabe Crudeli) - la Yuki racconta intrighi e misteriosi casi di omicidio nell'Inghilterra vittoriana.
Protagonista della storia è il
giovane Cain, conte di Hargreaves, personaggio magnetico ed
affascinante la cui passione per le sostanze tossiche gli ha
procurato il soprannome di "Conte dei Veleni".
La figura di Cain è assimilabile al classico "indagatore
dell'incubo" caro alla letteratura fantasy-horror a cavallo
tra Ottocento e primo Novecento che ha ispirato non pochi
fumettisti nel corso di questo secolo.
Come ogni detective che si rispetti Cain ha al suo fianco un
assistente, il fidato maggiordomo Riff che - a differenza del
goffo Watson - è un ragazzo bellissimo che non esita ad
anteporre la sicurezza del suo "padroncino" alla sua
stessa vita.
Il loro legame è molto profondo e la Yuki sembra non perdere
occasione per offrire al lettore situazioni al limite dello
shounen-ai.
Altri personaggi che appaiono con continuità sono Merryweather, sorellastra di Cain, da lui amata come se fosse la sua vera sorella, Alexis l'oscuro padre di Cain e il suo figlio adottivo Jezebel.
Nel corso della narrazione Yuki-sensei, tra un caso e l'altro di omicidio, svela il passato dei personaggi ricostruendo con dei flashback di grande effetto l'intricata trama dei rapporti che li legano, dando ogni volta nuova luce al corso degli eventi.
Se l'interruzione di sei anni ha
lasciato molti lettori giapponesi con il fiato sospeso (la Yuki
ha continuato a ricevere lettere dai fan che la esortavano a
continuare l'opera finendo per annunciare e confermare con un'intervista
la ripresa della pubblicazione) è innegabile che l'esperienza di
Angel Sanctuary abbia influito in maniera fondamentale sullo
stile della sensei.
Il capitolo di "God Child", attualmente serializzato su
Hana to Yume ed arrivato al terzo tankoubon, presenta delle
tavole di grande impatto visivo ed i personaggi sono resi con un
tratto decisamente più maturo e raffinato rispetto ai primi
capitoli, che hanno compiuto da poco il loro decimo anno.
La discontinuità inoltre non
penalizza il filo narrativo.
A differenza di Angel Sanctuary infatti - nel quale la trama
molto elaborata richiede una lettura attenta e continuativa - i
racconti che compongono la "serie del Conte Cain"
possono essere affrontati singolarmente senza che questo ne
comprometta la comprensione, pur essendo legati da un filo comune
che traspare nel dipanarsi della narrazione.
Come romanzi di una stessa saga i racconti delle avventure di
Cain assumono una luce particolare una volta inseriti in un
contesto di più ampio respiro, riservando al lettore molte
sorprese e nuove chiavi di lettura.
Earl Cain è un'opera che merita senza alcun dubbio di essere letta. In particolar modo e' da segnalare il capitolo di God Child: il più vicino, graficamente parlando, all'opera che ha rivelato al pubblico italiano il talento della Yuki.