LA STORIA
Primo episodio.
Tutto comincia un giorno in cui la bella
Sumire Iwaya, determinata e brillante donna in carriera, rivede l'ex-fidanzato con cui ha
rotto da poco. L'uomo, che sta per diventare padre con la sua nuova compagna, le chiede se
stia bene: ha saputo che, in seguito alla rottura del loro fidanzamento, lei ha avuto
problemi sul lavoro ed è stata trasferita d'ufficio. Sumire gli fa notare che non è cosa
che lo riguardi e pone fine all'incontro. Per strada ripensa alle dicerie che girano su di
lei in ufficio: il fatto di essersi laureata in una buona università e di avere ben
giustificate aspirazioni professionali le attira da sempre le antipatie dei colleghi, che
ora vedono nella fine della sua relazione sentimentale un nuovo argomento di
conversazione.
Tornata a casa, tormentata dall'usuale mal di testa, Sumire ha però la sorpresa di
trovare, fuori la porta, uno scatolone della spazzatura in cui dorme... un ragazzo! La
donna accoglie in casa il malcapitato, che per giunta è ferito, e in un batter d'occhio
si ritrova a doverlo rifocillare: il giovane le racconta una storia confusa sul perché si
sia trovato in quella situazione ma stranamente Sumire non se ne preoccupa... piuttosto
non può fare a meno di notare che il ragazzo le ricorda Momo, il cane che possedeva da
bambina. E dal momento che lui, stregato dall'abilità culinaria della padrona di casa,
non ha alcuna intenzione di lasciare l'appartamento...
Sumire gli propone di essere il suo
animale da compagnia! Come dire che Momo -questo il nome che Sumire decide per il giovane-
dovrà obbedirle in tutto e per tutto, e in cambio lei si prenderà cura di lui. A partire
dai capelli: Momo è infortunato alla mano, perciò tocca a Sumire fargli un energico
shampoo. La
mattina dopo, in ufficio, la donna si accorge di non soffrire più il mal di testa. Nei
giorni seguenti, Momo riempie nel cuore di Sumire quel senso di vuoto che l'opprimeva: a
volte si comporta come un cagnolino ai suoi ordini, a volte come un pestifero fratello
minore. E la loro relazione non andrà oltre il rapporto padrone/animaletto perché, come
chiarisce la stessa Sumire a Momo, lei non si concederà a un uomo che non sia più alto
di lei e non guadagni più di lei (requisiti che il giovane, naturalmente, non può
soddisfare).
La donna finisce con lo scaricare le pressioni che subisce in ufficio sul ragazzo: la
dolcezza di Momo le ricorda veramente l'unico amico che abbia mai avuto, cioè il suo cane
Momo... l'unico essere con cui poteva permettersi di piangere.
Accade però un giorno che Sumire si imbatta in un uomo che soddisfa i suoi requisiti: è
un importante dirigente d'azienda ma, uscendoci insieme, la donna capisce quanto egli sia
dispotico e insensibile... fare l'amore con lui equivale a una lezione d'aerobica, ed è
imbarazzante che, in questa occasione, lei si ritrovi a pensare a Momo.
Tornata a casa, Sumire deve rispondere alle domande del suo "cucciolo": ora che
ha trovato un fidanzato, non le occorre più un animaletto da compagnia?
Sumire cerca di razionalizzare e risponde al ragazzo e ancora più a se stessa che quella
strana convivenza non può durare per sempre: naturalmente, sia lei che Momo devono avere
delle relazioni con altre persone. Momo pensa che lei lo stia cacciando e fugge via.
Sumire, per combattere la solitudine causata dalla sua mancanza, nei giorni seguenti si
reca a uno spettacolo in cui Momo danza nel ruolo di un angelo: in precedenza, infatti, il
giovane le aveva detto di avere studiato balletto classico dall'età di due anni, e che
lavorava saltuariamente in una compagnia di danza moderna.
Sumire si rende conto, guardandolo, che è lei a dipendere da lui, non il contrario. Momo,
contro le sue aspettative, è pronto comunque a tornare da lei. Il ragazzo è
perfettamente consapevole che lei lo considera solo un cucciolo, ma crede anche che col
tempo, se le rimarrà accanto, i sentimenti di Sumire un giorno, forse, potranno
cambiare...
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23/11/2003
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