CONSIDERAZIONI

Yu Hazuki nel mangaNei mesi Febbraio-Marzo-Aprile 2003 la casa editrice Star Comics pubblica in tre volumi il manga "Attacker YOU!", da cui negli anni '80 era stata tratta la serie TV nota in Italia come "Mila e Shiro Due Cuori nella Pallavolo". Le differenze tra il manga originale e la serie TV, anche se le vicende sono grossomodo rispettate dall'anime, sono enormi. Ecco perciò che nel manga non esiste Sonny (il fratellino di Mila nella versione TV), né Kiushi (la sua presunta madre), mentre l'allenatore Daimon, che nell'anime era un violento negriero, nel manga è una persona gentile! Il rapporto con So/Shiro, inoltre, rimane sostanzialmente irrisolto sia nell'anime che nel manga, però nel primo la protagonista esprime senza problemi il suo interesse per il ragazzo, mentre nel manga si dimostra poco più che un'amica affettuosa. Ma ciò che più colpisce è il tono della narrazione: semiserio nell'anime e realistico nel manga… quest'ultimo oltretutto, per qualità grafica guadagna ulteriori punti rispetto alla serie animata (più curate le anatomie, più intense le espressioni dei personaggi nella versione cartacea!). Anche la caratterizzazione psicologica è meglio approfondita: Yu/Mila si dimostra meno sbruffona e impulsiva, più umana e simpatica. La serie TV era destinata a risultare un prodotto popolare, con tutti quei "colpi ad effetto" e quelle esagerazioni caricate al limite di cui sulla carta c'è solo un riflesso (anche le partite durano pochissimo, grazie a un ritmo molto serrato), però per qualità grafica e narrativa il manga la distanzia di parecchie lunghezze. Basti solo pensare che, se la serie animata di Mila conta ben 58 episodi, il manga si articola tutto in tre volumetti! Yu Hazuki nell'animeIn conclusione: l'opera è consigliata ai nostalgici e a tutti coloro che sono curiosi di mettere a fuoco differenze e analogie con la versione animata. Per tutti gli altri: non si tratta né di un capolavoro né di un'opera imperdibile, neanche restringendo il campo ai soli shoujo manga. I nuclei narrativi, infatti, sono confusi e concentrati in un numero di pagine troppo esiguo perché risultino sfruttati a dovere. Ma la sceneggiatura di Shizuo Koizumi funziona quel tanto che basta perché si possa considerare il manga un prodotto degli anni '80 di discreta fattura, con tutti i pregi e i difetti che ne derivano.

 

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