CONSIDERAZIONI

A cura di Emy

Kaguya Hime -Cover del volume 17Nel 1976 usciva in Giappone "Juuichinin Iru!", un volume della celebre Moto Hagio da cui nel 1986 fu tratto anche un video animato. La trama: in un universo pacificato da un patto d'alleanza interstellare, la "Cosmo Academy" si pone come scopo l'istruzione e la formazione dei leader del futuro. Gli aspiranti allievi devono sottoporsi però a una difficilissima prova: in gruppi di dieci devono sopravvivere per un periodo di tempo prestabilito in una vecchia nave spaziale, perennemente in orbita attorno a un pianeta. Tra gli aspiranti dieci c'è il giovane telepate Tada e l'androgino Frol (quest'ultimo spicca tra gli altri per la sua bellezza). Ma il gruppo viene colto dal panico quando si trova di fronte a un evento inaspettato… arrivati a bordo, si accorgono che sono in undici: chi, fra loro, non dovrebbe essere lì?
Questo shoujo manga aveva tratto a sua volta ispirazione da una storia di fantasmi del famoso Kenji Miyazawa (1896-1933, scrittore, alcune sue opere sono state trasposte anche in animazione -ndr): in questa storia undici bambini scoprivano che c'era un mostro tra loro.
Reiko Shimizu, fan della Hagio, omaggia così insieme Miyazawa e la sua autrice-modello con "Kaguya Hime": undici i personaggi iniziali di questa storia. Tra di loro c'è qualcuno di troppo, tra di loro c'è qualcuno che tradisce, che non dovrebbe essere lì e che prima o poi compirà un passo falso, ma intanto semina confusione, scompiglio e sospetto… e se undici personaggi possono risultare difficili da gestire, Reiko Shimizu alza la posta e intreccia la linea narrativa principale (quella, appunto degli undici bambini allevati come vittime sacrificali a Kabuchijima) con altre due linee narrative: la cospirazione dell'esercito statunitense (Kou, Chris e Julian) e le mire della famiglia imperiale cinese, i Lee (Gyokurei). All'intreccio complesso si aggiunge la complessità del background: talvolta squarci dal passato, recente e remoto, ritornano trasfigurati dal mito, rivestiti di antichi simboli e nuovi significati. E complessi sono anche i personaggi, complesse le loro psicologie, le loro storie, i rapporti che instaurano tra di loro (Mayu e Akira, Akira e Yui, Yui e Midori).
Tutto questo genera un racconto affascinante e misterioso, ma che gratificherà meglio il lettore paziente e non superficiale, pronto a non demordere pur di poter godere di una delle migliori serie che i manga ci abbiano regalato negli ultimi anni -non solo in campo shoujo. L'intricata narrazione si protrae fino al decimo volume originale, quando alcuni nodi verranno sciolti e qualche chiarore illuminerà la strada. Lo stile grafico, in un insieme di semplicità apparente e complessa essenzialità, risulta perfetto per raccontare una storia che si nutre in gran parte di suspence e mistero. Se siete in cerca di una lettura svagata e non impegnativa, con ogni probabilità questo titolo vi deluderà. Se vi arresterete alla superficie, persino la grafica vi sembrerà poca cosa. In tal caso l'acquisto di "La Principessa Splendente" è per voi sconsigliato. Ma è bene aggiungere che vi perderete un'opera che cerca di indagare nel profondo, lambendo trama, personaggi e psicologia con classe e grazia non comuni.

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