AUTRICE
A cura di Emy
Reiko Shimizu
Nata
a Tokyo il 26 Marzo di un anno imprecisato, debutta con "Sansaro Monogatari"
(Storia di Sansaro) nel 1983, sulla gloriosa "Lala" della Hakusensha, la rivista
che ha ospitato i lavori del "Gruppo 24" e di Moto Hagio in particolare.
È proprio alla Hagio che la Shimizu -dichiaratamente- si ispira, riproponendo le
tematiche s-f tanto care al suo illustre modello: "Noah no Uchusen" (1985),
"Mo Hitotsu no Shinwa"(1985) e "Tennyo raishu" (1986) sono raccolte di
racconti autoconclusivi che si sviluppano attorno a riflessioni filosofiche e problemi
morali svolti in chiave fantascientifica. Nel 1986 realizza il volume autoconclusivo
"Milky Way", dove compaiono due androidi, Jack ed Elena, e le loro
considerazioni sulle reali o presunte differenze uomo-macchina e sul senso che può
assumere una vita eterna eppure artificiale. Gli stessi personaggi ritornano nella serie di
5 volumi "Ryu no nemuru hoshi" (Il pianeta del drago dormiente), che prelude
alla sua prima opera di lungo respiro: "Tsuki no ko" (nota anche col titolo
internazionale di "Moon Child"). Protagonista del manga, che si articola in 13
volumi, è Benjamin, una ragazza che, perduta la memoria, si lega al ballerino Arthur. Ma
l'origine di Benjamin è extraterrestre, e presto la trama s'infittisce grazie a numerosi
e svariati personaggi. All'opera seguono, dal 1991 a oggi, altri volumi autoconclusivi
dove sono riproposte le consuete tematiche s-f dell'autrice (in uno di questo,
"22XX", torna in scena l'androide Jack di "Milky Way").
Il 1994 è la data che segna l'inizio del più celebre e più lungo dei lavori di Reiko
Shimizu: a "Juuichinin Iru!" (Siamo in undici!) di Moto Hagio (a sua volta
tratto da un racconto di fantasmi di Kenji Miyazawa) si deve l'ispirazione di "Kaguya
Hime", pubblicato in Italia da Planet Manga come "La principessa
Splendente". L'opera, che affronta temi quali ingegneria genetica, pedofilia,
intrighi internazionali, il tutto giocato con toni che variano dall'avventura al mistery e
al dramma esistenziale, si avvale di un cast di personaggi piuttosto nutrito, di
un'accurata analisi dei caratteri e delle psicologie, e di un grande ingegno narrativo. La
serie, che è tutt'ora in corso in Giappone, procede oltre il ventiduesimo volumetto,
piazzandosi sempre brillantemente nella classifica degli shojo manga più venduti in
patria. Di recente, parallelamente a "Kaguya Hime" su "Lala", la
Shimizu sta portando avanti sulla rivista "Melody" il thriller s-f "Himitsu
- Top Secret".
Lo stile grafico di questa autrice denuncia da una parte -anch'esso- il debito verso Moto
Hagio (linea chiara uniforme e pulita, predominanza del bianco nelle tavole, grande cura
nei volti e nelle anatomie, impostazione "pulita" delle vignette), dall'altra
esprime una grazia, una delicatezza e un amore del particolare che è propria e sola
dell'autrice. Le splendide illustrazioni di Reiko Shimizu, ispirate ai suoi lavori di
mangaka, sono raccolte in tre volumi: "Aria" (Aria Shimizu Reiko the Collection
of Illustrations), "Waltz" (WALTZ Shimizu Reiko Gashuu) e il recente "Illustrations
of Reiko Shimizu". Non mancano all'appello una raccolta di tarocchi illustrati da lei
("Shimizu Reiko Miracle Tarot") e tre raccolte di postcard: "Muse's
Museum", "Hakusensha Card Gallery Shimizu Reiko" e "Hakusensha Card
Gallery Shimizu Reiko2".
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