CONSIDERAZIONI
A cura di Emy
"Doll" è
inquadrabile nel filone dei cosiddetti "ballett-manga", sottogenere degli shoujo
manga in cui a farla da padrone è la danza, in genere classica. Il volume non regala
particolari variazioni del genere: è sostanzialmente una storia semplice, ben raccontata,
dal soggetto non troppo originale ma ricco di personaggi e situazioni intriganti che forse
avrebbero avuto bisogno di qualche pagina in più per essere meglio approfonditi.
Quello che colpisce più di tutto è l'attenzione alla costruzione psicologica dei
protagonisti (preludio a tematiche che verranno in seguito approfondite dalla Souryo):
ogni loro scelta è accuratamente motivata. Ad esempio, Alyosha lascia Mariel non perché
stufo della sua dipendenza, ma solo perché profondamente colpito dall'attaccamento della
ragazza: è colpito perché in passato fu abbandonato dalla sua stessa madre, e davvero
fino ad allora non aveva creduto potesse esistere un amore totalmente incondizionato e non
egoistico. A quel punto, a essere dipendente dall'amore totalizzante di Mariel è lui.
Eccellente anche la figura psicologica di Mariel, fragile e tenera al punto da risultare
umanissima e credibile.
A coronare il tutto, una grafica curata nei dettagli, e un montaggio eccezionale che la
valorizza al meglio.
Non un capolavoro, non un'opera che assurge ai livelli di "Lady Love" di Hiromu
Ono, ma sicuramente un titolo degno di attenzione, non solo per i fan dell'autrice.