LA STORIA

A cura di Tstomu

Primo racconto: LA CONTESSA IN NERO

Oscar e Andre, versione "gotica"Mentre Andre’, Rosalie e Oscar si stanno recando in visita alla sorella maggiore di quest’ultima, una carrozza passando in tutta fretta urta la loro.
I nostri protagonisti intravedono all’interno di essa un bellissimo giovane e una donna molto affascinante.

A casa della sorella di Oscar, entra in scena la sua vivace nipotina di sei anni, Loulu de loréncie, che sara’ uno dei principali personaggi delle storie che compongono il gaiden di Versailles no bara. Ortensie de la lorčncie, sorella maggiore di Oscar, dice ai suoi ospiti che da qualche tempo le figlie dei contadini stanno scomparendo misteriosamente e che nessuno e’ mai riuscito a ritrovare i loro cadaveri,quindi la gente crede che dietro la scomparsa di queste fanciulle vi sia l'opera di un vampiro.

Le dame che prendono parte al ricevimento della signora sono tutte affascinate dalla bellezza di Oscar,e la giovane e bella Loufebole, parente del cognato di Oscar, gelosa del rapporto che quest’ultima ha con l’angelica Rosaile,inventa uno stratagemma per separarle.
Sporca di proposito l’abito di Rosalie, le prende il fazzoletto dicendole che l’avrebbe lavato, per poi farsi trovare da Oscar china sul pavimento a pulire il fazzoletto. Quando quest’ultima le chiede spiegazioni,ella risponde che Rosalie l’ha obbligata a pulirle il fazzoletto,trattandola molto male.
Oscar resta esterrefatta,non puo’ capacitarsi che una ragazza timida e di buon cuore come Rosalie abbia potuto assumere un simile atteggiamento.

Intanto arriva al ricevimento la bellissima e misteriosa donna che avevano intravisto nella carrozza. Costei e’ in realta’ la contessa di Montclair, che con l’aiuto della sua cameriera Theo si nutre del sangue di giovani fanciulle per mantenere intatta la sua giovinezza, e la bellezza di Oscar non la lascia indifferente.
Nel frattempo Rosalie viene chiusa fuori dal palazzo sotto la pioggia da Loufebule, e la contessa di Montclair le offre riparo nella sua stanza. La ragazza intravede, nascosto tra le tende del letto, il corpo di una fanciulla e sospetta che possa trattarsi di un cadavere.

Oscar e LoulouIl giorno dopo Oscar, Andre’, Rosalie e la piccola Loulou decidono di trascorrere un giorno all’aria aperta e Loufebole non perde occasione per mettere in cattiva luce Rosalie agli occhi di Oscar. Fingendosi ferita ad una caviglia, finge che Rosalie l’abbia costretta a rimanere seduta ad aspettare mentre tutti credevano che si fosse persa.
Improvvisamente scoppia un violento temporale e i nostri protagonisti trovano rifugio proprio nel sinistro castello di Montclair. La contessa si dimostra molto gentile ed affabile ma in realta’ ha ben altri obiettivi. Cerca di sedurre Rosalie quando si trovano sole in una stanza a causa di Loufebule, che, decisa ad incontrare il bellissimo giovane che accompagna spesso la contessa, parte alla sua ricerca per il palazzo. E ciň si rivelera’ fatale per lei. Questo ragazzo in realta’ non e’ altro che un automa costruito da un orologiaio che la contessa tiene prigioniero, del quale ella si serve per uccidere le fanciulle e immergersi nel loro sangue. Infatti le ragazze, attratte dalla bellezza del ragazzo, gli vanno incontro e lui le trafigge con delle lame che escono dal suo corpo.

Anche Oscar e’ stata imprigionata dalla contessa, nella stessa cella dell’inventore dell’automa, il quale le rivela che l’unico modo per fermarlo e’ quello di premere un pulsante posto sulla sua schiena.
Grazie all’intervento della vispa Loulou, Andre’ riesce a salvare Oscar, in balia della contessa che stava cercando di farla cadere in fondo alle scale. Messa con le spalle al muro la contessa si suicida abbracciando l’automa.
Cosi’ termina questa paurosa avventura per i nostri eroi che rincasano con la speranza, da parte di Rosalie, di poter incontrare ancora una volta la piccola Loulou.

Per creare il personaggio della contessa di Montclair, Ikeda sensei si e’ ispirata ad un personaggio realmente esistito. Si tratta di Erzsebet Bathory, nata in Ungheria nel 1560. Era una donna dotata di molto fascino e ossessionata dall’idea di invecchiare, cosi’ decise di servirsi del sangue di innocenti vittime convinta che in tal modo sarebbe rimasta giovane per sempre. In fine venne scoperta e condannata ad essere murata viva nel suo palazzo e nel 1614 mori’. Le sue vittime furono circa seicentocinquanta.