CONSIDERAZIONI  a cura di Emy

 

Ceres. Aya e TooyaIl manga di "Ayashi" presenta numerose differenze rispetto a "Fushigi Yuugi", prima e più famosa opera di Yuu Watase. La grafica infatti è matura ed equilibrata, rendendo la tavola nel complesso più leggibile. Ma le differenze più rilevanti sono quelle che riguardano la narrazione e i personaggi; in primo luogo, Aya è per certi versi l'opposto di Miaka, l'eroina di "Fushigi Yuugi", e la stessa autrice nei numerosi free-talk sottolinea la sua intenzione di dare vita sulla carta a un personaggio femminile diverso da quelli affrontati fino a quel momento: "la nuova eroina di Yuu Watase". Aya è energica, determinata e con una forte autostima. Nonostante possa attraversare difficili momenti, trova la forza per andare avanti grazie ai suoi amici ma soprattutto grazie alla fiducia in se stessa. Altro personaggio assai riuscito è la misteriosa Ceres, alter ego di Aya, un essere celestiale la cui natura ultima sfugge sempre, ma nello stesso tempo una donna matura, che ha molto sofferto e per questo dotata di umano spessore. Il restante cast forse non offre molto rispetto ai personaggi-tipo della Watase, ma tutti risultano coerenti e in linea con la narrazione: l'enigmatico Tooya, il fedele Yuuhi, la tenera Chidori, e Aki, il "gemello" di Aya, una figura complessa a causa del suo destino di "discendente del capostipite". La narrazione si snoda precisa e sicura, la Watase dimostra mano ferma nel gestire gli eventi, e non ha paura di abbandonare le gag che in "Fushigi" accorrevano a stemperare ed equilibrare la drammaticità degli eventi, per puntare invece tutte le sue carte sul pathos, sul mistero e sul misticismo. Un'opera cupa, pertanto, dove pure la luce, presente, fatica a ritagliarsi un posto significativo. Non a caso i fan di "Fushigi" potranno esserne sorpresi, trovandola morbosa (a causa delle scene di approccio di Aki nei confronti della gemella) o triste (il finale non accontenta pienamente chi è in cerca di uno scioglimento felice e totalizzante). Eppure è l'opera che testimonia più delle altre la bravura della Watase, la quale ha profuso tutte le sue energie in "Ayashi", donandoci un manga che grazie all'azione incalzante è in grado di affascinare lettori di ambo i sessi. Purché non si aspettino un altro "Fushigi"...

 

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