CONSIDERAZIONI
A cura di Tohru "Sarasa" Honda
La cosa che più
colpisce di Fruits Basket è la capacità dellautrice
di creare una storia coinvolgente e profonda, partendo da un plot
semplice, quasi banale. E indubbio che, quando si sente
dire che il manga parla di alcuni ragazzi che, a contatto
con una persona del sesso opposto, si trasformano in animali,
non si riceve proprio unottima impressione; tuttavia, basta
leggere il primo volumetto, per ricredersi.
La storia, infatti, comincia a mostrare le proprie ottime potenzialità a partire dalla caratterizzazione dei personaggi; ci troviamo di fronte, infatti, non figure stilizzate e piatte, ma dei personaggi a tutto tondo, tridimensionali. Non cè nulla, della loro personalità, che venga lasciata al caso; la Takaya utilizza massima cura nel descrivere i loro sentimenti, emozioni e pensieri. Non soltanto tramite i dialoghi, ma anche, e soprattutto, attraverso semplici gesti o sguardi ed è proprio questo che colpisce il lettore: la straordinaria naturalezza con la quale questi sentimenti traspirano dalle pagine, investendo e coinvolgendo chi legge, per la loro incredibile intensità. E, per far questo, basta una semplice frase, un solo sguardo, un pensiero.
Tuttavia
non sono solo i personaggi, il punto di forza del manga: esso,
infatti, vanta una trama densa e particolareggiata, in cui si
alternano, con abilità, periodi più lenti e
tranquilli ad altri concitati ed incalzanti, atmosfere allegre e
rilassanti ad altre più cupe e drammatiche. Man mano che la
storia va avanti, saranno proprio queste ultime a dominare. Infatti,
inizialmente, Fruits Basket si presenta come un manga semplice,
che racconta la vita di alcuni ragazzi alle prese con un po
di magia, ma ben presto si scopre che questo è solo una maschera,
un inganno.
Cio' che sembrava gioia era una copertura per non nascondere il
proprio dolore, ciò che era forza era solo pianto
la
favola, era una maledizione; una maledizione che si esprime sotto
forma di una famiglia, che, in realtà, è una gabbia,
un vincolo dal quale sembra impossibile liberarsi.
Ciò che dovrebbe essere bello, ovvero il legame con qualcuno,
sia esso di sangue o meno, risulta essere soltanto un peso, una
fonte di sofferenza; ed e' questo a sconvolgere. Il modo in cui
tutti i vincoli, anche i più naturali, vengono messi in
discussione, calpestati, negati; il modo in cui i sentimenti più
puri vengono sporcati, considerati sbagliati.
Tutti, in questa storia,
si trovano alla ricerca di qualcosa: una casa, una
famiglia che non sia costituita da legami imposti, ma che sia
formata da quelle persone a cui si tiene davvero, che si amano e
da cui si viene amati. E, nella ricerca, qualcuno si perde e
soffre di più; altri, invece, acquistano la speranza di cambiare,
di essere liberi.
Speranza che, in un certo senso, è rappresentata da Tohru; una
ragazza all'apparenza come tante, ma che possiede una forza
incredibile, un amore sconfinato. Anche con la sua sola presenza,
Tohru non puo' fare a meno di riscaldare il cuore degli altri,
feriti e maltrattati.
Perché, purtroppo, le ombre sono tante. Ed è qui che entra in
gioco il lato oscuro di Fruits Basket, la sua crudeltà. Ogni
personaggio, nel proprio passato, nasconde delle ferite profonde,
difficilmente cancellabili, i cui effetti si riflettono anche nel
presente, influenzando il carattere e il modo di rapportarsi allesterno,
della persona colpita; e ognuno, pian piano, cercherà di
riscattarsi, di cambiare, di tornare a vivere, finalmente. Sarà
un percorso pieno di ostacoli, di sofferenze, ma tutti decidono
di percorrerlo, ognuno a modo proprio; se lo supereranno indenni,
non si sa. Forse no, ma non è questo limportante.
Limportante è, come Tohru dirà a Kyo, stare insieme,
vivere insieme.
Ed è questa la frase in cui si può riassumere questa splendida storia, appassionante ed intrigante, piena di dolore e di speranza; un manga che unisce personaggi splendidamente caratterizzati con una trama ricca di colpi di scena, che si svela poco a poco, che cela segreti, tradimenti, bugie ma, nello stesso tempo, amore e fiducia.