CONSIDERAZIONI SU "NEW VAMPIRE MIYU"

Miyu e LarvaPer quel che riguarda l'aspetto grafico, "New Vampire Miyu" è superiore alla media, nonostante alcuni "difetti congeniti" dell'autrice. Come la stessa Kakinouchi ammette, infatti, la sua natura di animatrice la porta "a ridurre gli sfondi all'osso"... (da "Mangazine" n.35, Maggio 1994), d'altro canto è buona la regia delle inquadrature. Difficile da descrivere, poi, come la sicurezza dell'esecuzione e la levità del tratto della Kakinouchi renda meravigliosamente la dinamicità e la leggerezza quasi spirituale dei personaggi presenti nelle storie di Miyu. Tratto che riesce anche a comunicare la singolarità di un'atmosfera non ben definibile, a metà tra gotico e surreale. Infine è da segnalare come i volti e le espressioni dei personaggi, e in particolare i grandi occhi di Miyu, siano più debitori ai canoni dell'animazione che non alla tradizione degli shoujo manga!
Circa la storia, "New Vampire Miyu" presenta il plot tipico di una tipica serie d'azione, con i vari molteplici personaggi delineati in maniera sufficientemente credibile, così come credibili e funzionali risultano idee come il Makai diviso in strati. Da notare elementi shounen-ai che di straforo emergono in alcune sottotrame: Lemures è chiaramente attratto da Larva, mentre Amy (che, nonostante l'aspetto effeminato, è un uomo) aveva dichiarato i suoi sentimenti (non ricambiati) a Spartoi. Una tavolaLa trama, come già detto, da tipica action story escluderebbe totalmente "New Vampire Miyu" dal genere horror, in quanto più che a spaventare tende a coinvolgere il lettore mediante i combattimenti dei personaggi. Ma il tratto dell'autrice riesce bene a evocare un "altromondo" spirituale, dove però tangibile è l'odore del sangue: questo basta a inquietare il lettore, e rende questa storia, volendo essere pignoli, *un action permeato da atmosfere e suggestioni dark*. Nonostante questo, c'è da precisare che questa classificazione è tipicamente occidentale, e non è affatto detto che i giapponesi osservino lo stesso tipo di rigore nel classificare questo tipo di storie (infatti "New Vampire Miyu" in Giappone è compreso nella collana "Horror Comics Special", e perciò lo consideriamo in questa sede come il primo shoujo manga horror tradotto in Italia).
Tirando le somme, "New Vampire Miyu" è una serie che raggiunge la sufficienza, in quanto troppo tipico è il plot e il suo svolgimento per darle qualcosa di più (davvero non si può parlare di capolavoro!): forse avrebbe conquistato qualcosa in più se avessimo avuto la possibilità di leggerci questa saga dall'inizio... ma così non è, e di tanto in tanto s'insinua durante la lettura la sensazione di essere entrati in un cinema a film già iniziato... basta tener presente, però, i punti fermi delineati in questo sito nella pagina "Manga Story-Vampire Princess Miyu", oppure aver visto gli OAV, per avere un'idea più precisa e attendibile di questa opera, che, rimane, a mio avviso, interessante per molteplici aspetti (la particolarità dello stile della Kakinouchi e l'anomala interpretazione della figura "occidentale" del vampiro, in primis). Peccato che nel sesto numero dell'edizione italiana si legga nella pagina della posta: "Molti mi chiedono se proporremo altre testate della Kakinouchi (Juline, Vampire Yui…) ma per adesso non credo". Peccato, perché, come già scritto, questa saga semi-vampiresca, seppur non eclatante, era suscettibile di un ampio margine d'interesse.

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