Consederazioni a cura di Valla!
Suzue Miuchi sta mettendo da tempo a dura prova la pazienza dei fans di Glass no
Kamen; alcuni hanno rinunciato e si sono rassegnati a non vedere mai la fine di
questa storia, altri hanno ancora una speranza, ma difficilmente troverete degli
appassionati di Garakame che abbiano cambiato il giudizio complessivo
sull'opera, o che abbiano deciso di non comprare un futuro (ipotetico) numero
43. Insomma si potrebbe dire che nessuno l'ha tradito.
Ciò che tiene i lettori incollati alle pagine è la capacità della Miuchi di
trasmettere la sua forte passione per il teatro attraverso i suoi personaggi:
infatti, nonostante Garakame sia un manga "completo" con momenti romantici,
altri divertenti, altri drammatici, la sua forza è proprio nelle descrizioni
delle pièces teatrali e, soprattutto, nello sforzo di Maya e Ayumi di entrare
nei loro ruoli, che siano da bambola o da regina. Inoltre per chi è interessato
al teatro, Glass no Kamen è anche una fonte inesauribile di spunti data la
grande quantità di opere citate e messe in scena dai protagonisti.
Lo schema della storia potrebbe sembrare ripetitivo (così come purtroppo, a
volte, è la sceneggiatura): la scelta del dramma, una prima analisi del ruolo,
non perfettamente compreso da Maya, e un conseguente piccolo fallimento
iniziale, l'epifania improvvisa con una seconda analisi e il successo di Maya
nella rappresentazione.
Quello che fa la differenza è la passione appunto, l'immedesimazione del lettore
nel personaggio, l'accecamento di questo nei confronti della propria ragione di
vita, un amore totalizzante finalmente non nei confronti di una persona ma di
una forma d'arte, il che è sempre meno presente negli shoujo attuali.
La sceneggiatura, come già detto, a volte si ripete, ma è quasi sempre
originale, coinvolgente: si nota una grande sensibilità per le pause,per i
tempi, e niente è al momento sbagliato; a volte è ridondante, ma questo fa parte
delle caratteristiche di alcuni shoujo di qualche decennio fa, tanto più di uno
enfatico come Glass no Kamen. L'enfasi però non è eccessiva, perchè riesce ad
essere verosimile anche grazie alla lentezza della crescita di Maya e al fatto
che non tradisca il suo essere una ragazza semplice, perfino un po' stupida e
bruttina.
Un altro punto a favore di questo manga è dato dall'ottima caratterizzazione di
alcuni personaggi, che siano carismatici e affascinanti come la signora
Tzukikage, misteriosi come Masumi, o forti come Ayumi. Altre figure, pur nelle
poche vignette in cui compaiono sono perfettamente curate, basti pensare ai
ragazzi della Compagnia Unicorno.
Glass no kamen ha anche i suoi difetti, alcuni già citati, ma spesso questi
possono apparire tali solo agli occhi di un lettore del 2000. I bei disegni
della Miuchi non ne sono esenti essendo molto arzigogolati e intrisi di clichè:
i fiori fanno da sfondo o da cornice, il personaggio improvvisamente si ritrova
nudo nel momento di estraniamento e dei pensieri più tristi e con gli occhi
inespressivi senza iride. Allo stesso tempo i minuziosi particolari di alcune
scene descritte mostrano la maestria di quest'autrice, ma soprattutto la sua
bravura nell'esprimere i sentimenti opposti in base al dramma inscenato.
Negli ultimi numeri però la narrazione si fa sempre più pesante, a tratti
noiosa, e forse l'autrice sta perdendo la sua verve (durata fino al numero 40),
fino ad arrivare al discusso numero 42 in cui la Miuchi tradisce in parte
l'iniziale "patto col lettore", rendendo la narrazione a tratti scialba e i
disegni meno accattivanti.
Soprattutto l'uso di alcuni oggetti usati dai personaggi come i cellulari hanno
lasciato i lettori perplessi (la storia era stata infatti sinora ambientata
negli anni Settanta): non credo che GnK abbia bisogno di questo per rendersi
"moderno" e al passo con i tempi, perchè forte di una storia di passione
universale.
In definitiva consiglio a tutti Glass no Kamen, almeno che non si abbia
l'orticaria per gli shoujo con modalità narrative "classiche" (insomma, se amate
solo l'avanguardia), per il resto però è consigliato soprattutto a chi cerca
qualcosa di diverso dalla mera storia d'amore. Non bisogna farsi scoraggiare nè
dalla quantità dei numeri (la qualità rimane alta) nè dal fatto che non abbia
ancora un finale: i numeri che abbiamo ricompensano ampiamente questa pecca.
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