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Il primo racconto, "Sarò
come la luce del tramonto", vede protagonista la giovane
Sanae, invaghita del suo professore privato -nonché
amico d'infanzia- Tatsuro Yamada. Tatsuro non sembra
accorgersi dei sentimenti di Sanae, tanto che con poco
tatto le consiglia di frequentare Fuji, un "ragazzo
simpatico molto interessato a lei". L'unico amore di
Tatsuro è la sua chitarra, per la quale il
ragazzo nutre una passione autentica, ostacolata però
dai suoi genitori. Questi ultimi lo vorrebbero infatti
medico, mentre lui non chiede di meglio che vivere della
sua abilità di chitarrista... e presto gli si apre una
porta: partecipa a un'audizione e viene scelto come
supporter per un cantante di Tokyo. Decide perciò di
partire per la capitale, e annuncia questa sua decisione
a Sanae, la sua amica più cara. Ma la ragazza non può
accettare l'idea che Tatsuro se ne vada considerandola
solo come una sorella... cosa farà Sanae per fare in
modo che il
ragazzo di cui è innamorata da sempre si accorga di lei?
"La
luna alla finestra" mette a fuoco i sentimenti di Izumi
Hirokawa, diciassettenne che è convinta di non essere
figlia di quello che chiama padre, e che trova conferma
ai suoi dubbi grazie ad una foto, in cui sua madre,
nell'immagine ancora giovane studentessa, sorride accanto a un
ragazzo molto somigliante a Izumi. Quest'ultima decide
perciò di conoscere il suo vero padre, il signor
Tsuguyoshi... quando riesce a ritrovare il suo
domicilio, però, ha la brutta sorpresa di scoprire che
l'uomo è morto. Izumi conosce in quest'occasione Hiromi,
figlio del signor Tsuguyoshi e perciò suo
fratellastro... un ragazzo sensibile e solo, da cui lei
ben presto si scopre attratta...
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Due
racconti basati su sentimenti semplici inseriti in
situazioni complesse, a volte paradossali. Chiarezza
d'intenti, personaggi limpidi, atmosfere sognanti e
nello stesso tempo realistiche. Però qualcosa non torna
in queste storie "difficili" raccontate con leggerezza:
leggerezza che risulta talvolta insostenibile, troppo
ansiosa di raggiungere -anticipare- una sintesi quando
tesi e antitesi non hanno avuto modo di prendere
sufficiente corpo. Situazioni che risultano a volte un
po' forzate, intrecci risolti con disinvolta frettolosità fanno in modo che della lettura di "Due"
non resti molto a lungo andare, cosa che accade invece
con altre opere dell'autrice. "Due" non è perciò la
migliore opera della Ichiguchi: consigliati a un
pubblico eterogeneo restano "1945", "America" e "La
vista sul cortile" -e probabilmente, nonostante i suoi
limiti, anche "Blue". Molto interessante è il recente "Peach".
Ma "Due" e "Con gli occhi aperti"
restano meglio indirizzati ai fan dell'autrice.
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Se cercate informazioni su Keiko Ichiguchi, il posto
giusto è il sito ufficiale, curato dal bravo Francesco
Carola.
KEIKO
ICHIGUCHI OFFICIAL SITE
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