CONSIDERAZIONI
A
cura di Alfredo
La storia di Clover è molto interessante e sin da subito riesce
a catturare il lettore.
Infatti i piccoli tasselli che
le bravissime Clamp disseminano qua e là,
apparentemente a caso, incuriosiscono parecchio.
E
sono proprio questi tasselli che nei successivi volumi creano un complesso puzzle dove ogni personaggio ha un
suo importante ruolo.
I piccoli indizi servono da un lato a incrementare il
mistero e ad invogliare il lettore a continuare a
leggere, dall'altro vanno a creare una piacevole trama
in cui le vite dei vari personaggi si intrecciano
profondamente.
Vi posso assicurare che i successivi volumi non
deludono le aspettative create nel 1°.
L'unica pecca, da questo punto di vista, è che il
numero limitato di volumi non ha consentito alle
autrici di approfondire più di tanto la personalità e
la psicologia dei personaggi. Però questo non vuol
dire che i profili psicologici dei protagonisti
tracciati dalle Clamp siano superficiali. Anzi
Clover, a mio avviso, rimane ben sopra la media di
altri manga ^_^.
Quello che è importante fare in questo caso è leggere
attentamente il manga e godere dell'atmosfera
particolare che offre.
Molto importante è il ruolo della musica per questo
manga. Tutta la storia è accompagnata da una canzone
sulla felicità. Felicità che Su sembra non aver mai
conosciuto e di cui è alla ricerca. Felicità che
Kazuhiko ormai ha perso.
La canzone viene ripetuta spesso, quasi
ossessivamente, come a voler sottolineare il modo con
cui Su ricerca la propria felicità. O meglio la sua
presunta felicità. Nemmeno lei sa se potrà essere
felice perché lei stessa ignora cosa sia la felicità.
Come già in altri, anche in questo manga è possibile
notare, anche se in modo velato, la predilezione delle
Clamp per l'ambiguità sessuale (vedi Varus e non
solo).
Per quanto riguarda il lato artistico (ed è qui che
sta l'innovazione che definirei "rivoluzionaria")
occorre evidenziare un radicale cambiamento
stilistico.
Se le Clamp avevano l'intenzione di stupire i propri
fans, allora ci sono riuscite senz'altro.
Dimenticate le tavole ricchissime di retini di X-1999
o degli ultimi volumi di RG Veda.
Per Clover le Clamp hanno voluto utilizzare uno stile
di disegno molto particolare e innovativo. Sicuramente
molto diverso da quello a cui ci avevano abituato.
Hanno fatto un grande uso del "bianco": sfondi ridotti
al minimo, assenza quasi totale di retini, ampi spazi
vuoti tra una vignetta e l'altra.
Ed è proprio da questa composizione molto originale
delle tavole che traspare quell'atmosfera onirica che
permea tutto il manga.
Ogni tavola, nella sua minimalità, esprime benissimo
la solitudine di Su. Ogni singola scena, per quanto
stilisticamente semplice, riesce a comunicare al
lettore lo spessore psicologico dei protagonisti.
Esistenze alla ricerca della felicità!
Ritengo Clover un manga molto bello e
ben strutturato che ogni appassionato delle Clamp
dovrebbe leggere.
Tuttavia mi sento di consigliarlo a tutti coloro che
amano le storie misteriose e di dolci sentimenti.
Vi assicuro che è impossibile non provare tenerezza
per Su. I suoi grandi occhi tristi ti fanno innamorare
al primo sguardo ^_^.
Se non vi scoraggia il fatto che il testo della
canzone che viene ripetuto all'infinito è scritto
strettamente in inglese (e che non viene tradotto),
allora compratelo! Sarà un buon acquisto.
In definitiva il manga è più che godibile, anche se l'avremmo apprezzato di più se le Clamp lo
avessero concluso. Quindi non ci resta che incrociare
le dita nella speranza, prima o poi, di poterne
leggere il finale.